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  • Cosa sono sustainable fashion careers e come diventare un professionista 5.0?

    Cosa sono sustainable fashion careers e come diventare un professionista 5.0?

    Sintesi

    • Le sustainable fashion careers sono percorsi professionali finalizzati a portare maggiore sostenibilità nella filiera della moda;
    • Possono riguardare sia nuove professioni, sia la declinazione delle professionalità esistenti in termini di sostenibilità;
    • La tecnologia può essere un’ottima alleata nel portare sostenibilità all’interno della filiera della moda. Prova gratuitamente la multisoluzione Audaces360!
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    Fare carriera nel mondo della moda è da sempre un sogno per molte persone. Negli ultimi anni però si sta diffondendo un nuovo trend: quello di voler lavorare nel settore fashion, ma con un’attenzione particolare all’etica e alla sostenibilità.

    Ecco perché si sta facendo sempre più strada il concetto di sustainable fashion careers, per indicare tutti i percorsi professionali orientati alla ricerca di una maggiore sostenibilità dell’intera filiera.

    Anche a te interessa intraprendere una carriera nel sustainable fashion, oppure vorresti portare elementi di sostenibilità nella tua professione?

    Allora continua a leggere!

    Che importanza hanno le sustainable fashion careers nel mercato?

    Quello della sostenibilità è probabilmente il tema più urgente con cui oggi siamo chiamati a confrontarci a livello globale, con particolare riferimento al settore fashion.

    Secondo recenti dati SMI (Sistema Moda Italia), infatti, la produzione di abbigliamento è responsabile del 20% dello spreco di acqua globale e dell’8,1% delle emissioni di gas serra nell’atmosfera.

    A tal proposito, oggi i consumatori e l’opinione pubblica sono sempre più attenti nel chiedere all’industria della moda di ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni, di eliminare le condizioni di sfruttamento e sofferenza nelle filiere produttive coinvolte e di monitorare la storia ambientale e sociale delle materie prime utilizzate.

    Ecco perché è fondamentale una revisione interna al settore, anche con riferimento alle professionalità. Le sustainable fashion careers nascono per accompagnare il settore verso un cambiamento improntato ad una maggiore sostenibilità ed è probabile che assumeranno un impatto crescente nel futuro prossimo.

    Quali sono le sustainable fashion careers?

    Beautiful lady in beige outfit creates new dress. Brunette woman in white shirt and pants designing fashionable outfit

    Quando si parla di sustainable fashion careers sono davvero tante le posizioni disponibili. Non si tratta solo di carriere completamente nuove, ma anche della possibilità di declinare carriere esistenti in termini di sostenibilità.

    Vediamo da vicino alcune possibili carriere:

    Fashion Designer

    Il lavoro di fashion designer coinvolge l’analisi di trend, la ricerca di mercato, il design vero e proprio, il disegno tecnico, e in generale la creazione dell’idea di un capo sostenibile e etico. Può riguardare anche il contatto con i fornitori, al fine ad esempio di trovare tessuti sostenibili e naturali.

    Ethical Trade/Sustainable Sourcing Manager

    Questa posizione si occupa nello specifico della ricerca di tessuti e materiali innovativi e sostenibili. Oltre a ciò, comporta la costruzione e il mantenimento di relazioni positive e di fiducia con i fornitori, al fine di verificare la loro coerenza con i valori etici dell’azienda.

    Product Innovation/Product Sustainability

    Si tratta di una figura chiave nella filiera della moda sostenibile, perché si occupa di lavorare tra i vari reparti interni e esterni all’azienda, collaborando e negoziando per proporre nuove possibilità concrete e organizzative per la creazione di prodotti sostenibili.

    Solitamente è la figura che verifica che l’intera filiera sia coerente con degli standard etici e di sostenibilità, rimanendo al passo con innovazioni e leggi a livello internazionale.

    Corporate Social Responsibility Manager

    Un CSR manager guida gli stakeholder interni ed esterni nella definizione e nell’attuazione di strategie di sostenibilità volte a minimizzare l’esposizione ai rischi per l’azienda, a ridurre l’impatto ambientale e a contribuire allo sviluppo economico e sociale del contesto.

    Questo si traduce anche nella gestione di programmi di responsabilità aziendale per proteggere i diritti dei lavoratori dell’abbigliamento e ridurre al minimo l’impatto ambientale della filiera di fornitura del marchio.

    Sustainability Manager

    Questo ruolo comporta la progettazione e la realizzazione di programmi aziendali per promuovere pratiche etiche nel settore, dall’approvvigionamento all’utilizzo finale.

    I manager della sostenibilità si occupano dello sviluppo, dell’implementazione, della promozione e del monitoraggio delle strategie ambientali all’interno di un’organizzazione.

    Come si può rendere una carriera nel mondo della moda più sostenibile?

    Come abbiamo visto, le sustainable fashion careers possono riguardare sia professioni completamente nuove, sia la declinazione di professioni esistenti in termini di ricerca di maggiore sostenibilità.

    Se lavori già nel mondo della moda e vorresti orientare la tua carriera in termini di sostenibilità, ecco alcuni consigli per te.

    Utilizza materie prime sostenibili

    Il primo passo verso la riduzione dell’impatto ambientale dell’industria tessile riguarda la scelta del tessuti e, più in generale, di tutte le materie prime coinvolte.

    La qualità delle sostanze utilizzate nella produzione e nella lavorazione dei tessuti, infatti, ha delle conseguenze importanti.

    Non stiamo parlando soltanto della riduzione dell’inquinamento ambientale in fase di produzione, ma anche della salute della pelle che entra in contatto con queste sostanze e, soprattutto, della salubrità dello smaltimento dei capi.

    In generale, i professionisti del settore dovrebbero privilegiare l’utilizzo di fibre tessili sostenibili, solitamente accomunate dal fatto di essere:

    • Prive di pesticidi;
    • Prodotte utilizzando energia proveniente da fonti alternative;
    • Lavorate con una grande attenzione alla riduzione dell’uso complessivo di acqua;
    • Smaltibili e producibili senza generare rifiuti chimici;
    • Tinte utilizzando coloranti a basso impatto, privi di sostanze cancerogene e dannose, sia per la nostra pelle sia per la nostra salute.

    Scopri di più: Come creare e produrre in modo sostenibile nell’era dell’eco fashion

    Riduci lo spreco di tessuto e altre materie prime

    Una volta assicurata la scelta di materie prime sostenibili, diventa fondamentale riuscire a garantire il minor spreco di materiali possibile.

    Come? Il nostro consiglio è quello di ripercorrere attentamente ogni fase della lavorazione e valutare tutti gli sprechi e le inefficienze che potrebbero essere migliorate.

    Dalla creazione dei cartamodelli, passando per la realizzazione dei prototipi, fino allo sdifettamento, al piazzamento e al taglio: ogni fase può essere resa più efficiente in termini di utilizzo delle materie prime.

    Inoltre, anche piccoli aggiustamenti in una singola fase possono produrre un impatto importante nella riduzione degli sprechi, soprattutto nelle produzioni su larga scala.

    Per questo, uno dei compiti di chi intraprende una sustainable fashion career è quello di mantenersi aggiornato su tutte le innovazioni procedurali e gli strumenti a disposizione sul mercato e di integrarli all’interno dei propri processi.

    Scopri di più: Scopri come fast fashion e sostenibilità possono convivere nelle industrie

    Ottieni certificazioni di sostenibilità

    Migliorare i propri processi è fondamentale, ma affinché questo percorso sia significativo e comunicabile ai clienti è importante dotarsi di certificazioni di sostenibilità.

    Le certificazioni, infatti, servono a garantire e certificare l’esecuzione di prestazioni ambientali e sociali da parte delle aziende e consentono di allinearsi con standard e requisiti specifici.

    Le certificazioni inoltre permettono di acquisire maggiore credibilità agli occhi dei clienti, migliorano la brand reputation, oltre a semplificare l’accesso a finanziamenti “green” e a agevolazioni fiscali e a favorire l’acquisto consapevole.

    Le certificazioni ambientali sono al momento delle sostituite a normative vincolanti nel settore, consentendo alle aziende interessate di intraprendere dei percorsi virtuosi.

    L’impatto delle certificazioni ambientali è centrale se si considera che, secondo la Fashion Revolution Consumer Survey 2020, l’80% dei consumatori pensa che sia importante disporre di certificazioni di sostenibilità.

    Alcune tra le principali certificazioni di sostenibilità ambientale sono:

    • ISO 14001;
    • FSC/PEFC per il settore moda;
    • ReMade in Italy;
    • Carbon footprint di prodotto;
    • LCA;
    • Water footprint di prodotto.

    Scopri di più: Perché dovresti implementare consumo e produzione sostenibili nella tua azienda?

    Investi in tecnologia

    L’innovazione tecnologica ha portato alla diffusione di strumenti che impattano fortemente sulla sostenibilità dei processi, ad esempio con riferimento agli sviluppi logistici e produttivi.

    Migliorare la comunicazione tra i team, la raccolta e la condivisione delle informazioni e la standardizzazione dei processi, consente di mettere fine a inefficienze e rilavorazioni, che inevitabilmente comportano sprechi.

    Inoltre, oggi la tecnologia rende possibile portare in digitale l’intero processo creativo e di modellistica, eliminando i cartamodelli, riducendo gli sprechi di materiale, consentendo di visualizzare i modelli in digitale senza bisogno di prototipi fisici.

    La tecnologia quindi è un’ottima alleata per chi intende intraprendere una sustainable fashion career, perché consente un controllo totale della filiera e del suo impatto sull’ambiente.

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    La sostenibilità è uno degli obiettivi principali delle tecnologie Audaces, pensate per semplificare e migliorare l’efficienza del lavoro delle aziende di moda, ma anche per ridurne l’impatto ambientale.

    Come? Ad esempio attraverso l’ottimizzazione dell’utilizzo del tessuto, ma anche tramite procedure più controllate e una migliore comunicazione tra i reparti.

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    Audaces360 è una tecnologia sviluppata per integrare tutti i processi della catena del valore della moda, dalla pianificazione della collezione al taglio, utilizzando strumenti progettati per ridurre i costi e velocizzare i processi.

    Con la piattaforma è possibile ridurre gli sprechi in fase di progettazione del capo, ad esempio sviluppando i modelli direttamente al computer con Audaces Fashion Studio e cucendoli e simulandoli con il massimo realismo in Audaces 3D.

    Un altro strumento fondamentale nella riduzione degli sprechi di tessuto presente all’interno della piattaforma Audaces360 è Audaces Marker, che consente di effettuare i piazzamenti in automatico risparmiando fino al 13% di tessuto rispetto al piazzamento manuale.

    La possibilità di gestire l’intero processo di creazione e produzione in tempo reale anche a distanza con Audaces Isa e di integrare la scheda tecnica e il calcolo automatico dei precosti con Audaces Idea, poi, portano al massimo l’efficienza riducendo errori e rilavorazioni.

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    FAQ

    Cosa si intende per sustainable fashion careers?

    Le sustainable fashion careers sono tutti i percorsi professionali orientati alla ricerca di una maggiore sostenibilità nella filiera della moda.

    Come si può rendere una carriera nel mondo della moda più sostenibile?

    Per esempio usando materie prime sostenibili, riducendo lo spreco di tessuto e altre materie prime, ottenendo certificazioni di sostenibilità e investendo in tecnologia.

    Che ruolo può avere la tecnologia nella ricerca di sostenibilità?

    La tecnologia può ottimizzare l’utilizzo del tessuto riducendo gli sprechi e migliorare la comunicazione e l’organizzazione dei processi, riducendo così rilavorazioni e inefficienze.

  • Scopri come fast fashion e sostenibilità possono convivere nelle industrie

    Scopri come fast fashion e sostenibilità possono convivere nelle industrie

    Sintesi

    • Il fast fashion implica una produzione veloce e massiva di capi venduti a prezzi bassi o medio bassi e in genere è ritenuto in antitesi rispetto alla sostenibilità;
    • Molte azioni potrebbero essere intraprese per rendere il fast fashion più sostenibile;
    • La tecnologia può essere un’ottima alleata nel ridurre gli sprechi nel fast fashion, prova gratuitamente Audaces360 e scopri come!

    Il fast fashion si è affermato sul mercato come l’approccio più utilizzato da alcuni tra i brand più popolari del momento. In generale implica una produzione massiva di capi di abbigliamento, che vengono venduti a prezzi bassi o medio-bassi.

    I capi che rientrano in questa categoria passano direttamente dalle passerelle alla produzione in modo rapido e economico, con la possibilità di produrre nell’arco di poche settimane o addirittura giorni, grazie alla presenza di catene di fornitura vastissime e dislocate in decine di Paesi del mondo impossibili da tracciare.

    Solitamente il fast fashion è associato a un enorme impatto ambientale. La scelta dei tessuti, così come le tecniche di produzione e le sostanze chimiche impiegate, producono dei danni importanti agli ecosistemi, inquinando fiumi e terreni vicini alle fabbriche, oltre a produrre capi che possono essere dannosi al contatto con la pelle.

    Ma è sempre così? È possibile associare il fast fashion alla sostenibilità?

    Se questo tema ti interessa, continua a leggere!

    Fast fashion e sostenibilità: uno esclude l’altra?

    Sebbene in genere fast fashion e sostenibilità siano ritenuti due concetti agli antipodi, in questo articolo vorremmo cercare di approfondire il tema portando uno sguardo nuovo e aprendo delle possibilità.

    Essendo il fast fashion molto più veloce rispetto alla vita utile di un capo, i consumatori sono portati a buttare enormi quantità di vestiti per lasciare spazio a quelli “di tendenza”.

    Come riportato nel documentario “The True Cost”, oggi compriamo più di 80 miliardi di capi di abbigliamento all’anno, il 400% in più della quantità che acquistavamo 20 anni fa.

    Il cambiamento passa sicuramente anche attraverso cambiamenti nella domanda e nelle abitudini di acquisto dei consumatori.

    Tuttavia, vista la diffusione e la popolarità di questo sistema produttivo, che ha avuto il pregio di rendere la moda accessibile e popolare per una fascia di pubblico un tempo esclusa, è importante capire come questo settore può migliorare la sua azione nel rispetto dell’ambiente.

    Un gruppo di ricerca della Desautels Faculty of Management ha dimostrato che anche il fast fashion può guardare a percorsi di sostenibilità.

    I motivi sono molti, sia di ordine etico e di responsabilità sociale, sia con riferimento alla convenienza economica. La diffusione dei fattori ESG, ad esempio, ha reso conveniente anche dal punto di vista finanziario rivedere il proprio modello di business in chiave sostenibile.

    Scopri di più: Sostenibilità nel mondo della moda: cosa è e perché è importante parlarne

    In quali modi le aziende di fast fashion possono diventare più sostenibili?

    Come abbiamo visto in precedenza, è molto difficile associare la moda, in particolare il fast fashion, alla sostenibilità.

    A dimostrazione di ciò potremmo riprendere le parole di Michele Ricchetti, economista e fondatore del Sustainability Lab: “il settore fashion consuma molte risorse naturali e genera rifiuti, mentre la sostenibilità punta alla conservazione delle risorse e allo zero waste”.

    Diversi studi hanno mostrato le esternalità negative del modello fast fashion. Le principali, con riferimento all’ambiente, sono:

    • Tessuti scelti basandosi sul criterio del costo e non tenendo in considerazione l’eventuale danno ambientale nel produrli;
    • Utilizzo di sostanze chimiche aggressive nella tintura e nella produzione;
    • Utilizzo di pesticidi che avvelenano fiumi e terreni vicino alle fabbriche;
    • Enorme utilizzo di acqua (1.500 miliardi di litri all’anno);
    • Applicazione di coloranti tossici o sostanze aggressive per colorare o sbiancare i tessuti;
    • Rilascio di microplastiche negli oceani nella fase di lavaggio delle fibre sintetiche;
    • Inquinamento nel processo di smaltimento dei vestiti o dei rifiuti tessili (92 milioni di tonnellate ogni anno).

    Tuttavia, vogliamo suggerire alcune piste di azione che potrebbero contribuire a rendere il fast fashion più sostenibile, intervenendo in tutte le fasi della filiera.

    Scopri di più: Tecnologia e sostenibilità nella moda: un webinar Audaces

    Creazione di prodotti più durevoli

    I beni di consumo possono essere suddivisi in due categorie: quelli che durano e vengono usati per molto tempo, come un cappotto o una televisione, e quelli che sono consumati in tempi molto brevi, come le gomme da masticare o le sigarette.

    Nel fast fashion si tende a far corrispondere le “cose che si usano” con le “cose che si consumano” paragonando quindi, in termini di vita utile, una maglietta con una gomma da masticare.

    Rispetto a vent’anni fa la durata media della vita di un capo di abbigliamento si è almeno dimezzata, e di conseguenza la quantità di vestiti comprati dai consumatori è di almeno due volte superiore a quella dell’anno 2000.

    Questo dipende sia dalla tendenza ad acquistare di più e usare di meno, stimolata anche dalle strategie di marketing delle aziende di fast fashion, sia dalla scarsa qualità dei capi.

    Una prima sfida per rendere il fast fashion più sostenibile è quella di investire nella creazione di prodotti più durevoli, migliorando la scelta dei tessuti, così come la costruzione del capo.

    In questo senso sarà importante per le aziende investire nella qualità dei processi lavorativi e nella loro giusta retribuzione, per ottenere cuciture e finiture di qualità, che necessitano di tempo e attenzione.

    Inoltre, sarebbe necessario rallentare i processi della moda, riducendo la quantità di nuovi capi e puntando su tendenze più durature e capi evergreen, che possono essere riutilizzati nel tempo senza passare di moda.

    Scopri di più: Come creare e produrre in modo sostenibile nell’era dell’eco fashion

    Utilizzo di materiali biodegradabili

    Utilizzo di materiali biodegradabili

    Per rendere il fast fashion più sostenibile è fondamentale lavorare anche sulla scelta dei tessuti.

    Ad oggi il tessuto più utilizzato nel fast fashion è il poliestere, che proviene dal petrolio ed è il principale responsabile delle microplastiche presenti nei nostri mari. Non è biodegradabile ed è poco traspirante, nocivo per la salute dell’uomo e anche per quella dell’ambiente.

    Potrebbe stupirti, ma il secondo tessuto responsabile dell’inquinamento del settore fast fashion è il cotone. Di per sé non sarebbe un tessuto inquinante, essendo biodegradabile e traspirante.

    Tuttavia, la sua coltivazione e raccolta sono spesso non sostenibili, intensive, ricche di pesticidi e dannose per il terreno.

    Considerando soltanto le produzioni di cotone di Stati Uniti, Cina e India, è dimostrato che queste provocano emissioni di anidride carbonica pari a 1,8 tonnellate per ogni tonnellata di cotone prodotto.

    Il fast fashion per essere più sostenibile dovrebbe investire in tessuti e materiali biodegradabili, come ad esempio:

    • Ortica, da cui si ricavano eccellenti fibre tessili come il Ramper o la Fibra di Allo, morbidissime, resistenti e traspiranti;
    • Orange Fiber, ottenuta dal residuo umido che resta alla fine della produzione del succo di agrumi, utilizzata anche da Salvatore Ferragamo per una collezione;
    • Jusi, ricavato dagli steli a cui sono attaccati i caschi di banane e usato per il confezionamento dei kimoni giapponesi;
    • QMilk, un tessuto ottenuto a partire dalla caseina, che richiede pochissimo utilizzo di acqua e non produce scarti di produzione.

    Accanto a queste fibre un ruolo primario potrebbe essere ancora ricoperto dal cotone, a patto che sia ottenuto da coltivazioni biologiche.

    Smaltimento corretto e ecologico

    Uno dei principali problemi dei fast fashion è l’enorme produzione di rifiuti. Come suggerisce il termine stesso, la moda “fast” è stata pensata proprio per avere vita breve.

    Una sorta di “usa e getta” degli indumenti, che passano di moda nel giro di brevissimo tempo e, sempre in tempi rapidissimi, vengono sostituiti da altri.

    I rifiuti del fast fashion sono di due tipi. I primi derivano dalla merce invenduta, che generalmente viene bruciata rilasciando fumi nocivi.

    I secondi riguardano la merce cosiddetta indesiderata: quando un capo stanca, si rovina e si rompe, in genere si tende a buttarlo, anche perché la riparazione spesso tenderebbe a costare più del valore del capo.

    Si stima che all’anno siano 70 milioni le tonnellate di vestiti buttati e il 48% di questi siano ancora perfettamente in grado di svolgere la loro funzione primaria.

    Nel caso di vestiti prodotti in poliestere o fibre miste, risulta davvero complesso riciclarle.

    Sicuramente un corretto smaltimento è un’azione necessaria, anche se non sufficiente a risolvere il problema della sostenibilità.

    Per smaltire correttamente i rifiuti tessili, nel 2022 in Italia è scattato l’obbligo della raccolta dei rifiuti tessili, anticipando la scadenza europea del 2025. Tuttavia, è molto più difficile controllare il corretto smaltimento dei vestiti in altre parti del mondo.

    Potrebbe essere interessante dare una nuova vita ai capi, ad esempio approfittando di mercatini o app che consentono di dare una seconda chance agli abiti usati, o donandoli alla Caritas o ad altri enti che si occupano di persone bisognose.

    Scopri di più: Scopri come smaltire correttamente i rifiuti tessili dei tuoi vestiti

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    Conclusioni

    Ridurre l’impatto sull’ambiente è un passaggio fondamentale e decisivo che l’industria della moda è chiamata a compiere il prima possibile.

    Se da un lato questo cambiamento deve coinvolgere le scelte dei consumatori nella riduzione dell’overconsumption di abbigliamento e nella domanda di capi durevoli e di qualità, dall’altro le aziende di fast fashion devono impegnarsi a rivedere i propri processi produttivi.

    Sicuramente molto può essere fatto, ad esempio prestando maggiore attenzione nella scelta di tessuti di qualità, nella creazione di capi durevoli e di qualità e nello smaltimento efficace dei rifiuti.

    Anche la tecnologia può essere un’ottima alleata nella riduzione degli sprechi e nel miglioramento delle aziende del fast fashion.

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    FAQ

    Cosa si intende per fast fashion?

    Per fast fashion si intende la produzione massiva di capi di abbigliamento, che vengono venduti a prezzi bassi o medio-bassi.

    Fast fashion e sostenibilità sono impossibili da conciliare?

    Sebbene siano spesso ritenuti due opposti, sicuramente il fast fashion può contribuire a rendere più sostenibili i suoi processi.

    Come può diventare più sostenibile il fast fashion?

    Optando per tessuti biodegradabili, creando capi più durevoli, prestando attenzione al corretto smaltimento dei rifiuti, utilizzando tecnologie sviluppate appositamente.

  • Come creare e produrre in modo sostenibile nell’era dell’eco fashion 

    Come creare e produrre in modo sostenibile nell’era dell’eco fashion 

    Sintesi

    • L’eco fashion risponde alla domanda dei consumatori e contribuisce alla tutela del pianeta e al suo futuro;
    • Per una moda più sostenibile è importante partire dai tessuti e dalla loro produzione;
    • Anche il miglioramento dei processi produttivi può fare molto per ridurre gli sprechi nella filiera. Migliora i tuoi processi provando gratuitamente la multisoluzione Audaces360!

    Una vera e propria rivoluzione sta attraversando il mondo della moda, e gli addetti ai lavori non possono che stare al passo con le richieste sempre più pressanti da parte dei consumatori.

    L’eco fashion nasce dall’impegno di ridurre l’impatto che il mondo fashion ha sull’ambiente, ad esempio attraverso l’utilizzo di materie prime ecologiche o di forme di produzione circolare.

    Per essere un motore di cambiamento effettivo, è necessario che questo impegno investa l’intera filiera della moda: dalla produzione dei tessuti, passando dalla fase creativa, fino alla produzione e l’acquisto.

    Se anche tu ti stai interrogando su come fare la tua parte in questo senso, continua a leggere!

    Cos’è l’eco fashion?

    Per eco fashion si intende un movimento e tutte le azioni ad esso correlate che si impegnano a promuovere un cambiamento concreto promuovendo una maggiore integrità ecologica e giustizia sociale.

    Alla base dell’eco fashion sta la ricerca di materie prime ecologiche e rinnovabili, che nella loro produzione e lavorazione richiedono il minor spreco di risorse naturali possibili oltre a non essere dannose per l’ambiente.

    Assieme all’attenzione alle materie prime, che approfondiremo anche in seguito, il concetto di eco fashion comprende anche altri aspetti che fanno parte della definizione di sostenibilità nella moda e non solo.

    Scopri di più: Sostenibilità nel mondo della moda: cosa è e perché è importante parlarne

    Tutela del lavoro

    Le aziende che intendono promuovere pratiche di eco fashion devono garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici e di tutte le persone coinvolte nella filiera.

    Nel concreto, questo significa che devono rispettare il contratto e gli orari di lavoro, garantire un compenso equo, oltre ad assicurarsi che l’ambiente e le condizioni lavorative siano sane e salubri.

    Questo criterio è importante soprattutto per le produzioni delocalizzate, che si trovano in Paesi con una legislatura e dei controlli sul lavoro meno stringenti, in cui sono purtroppo ancora presenti forme di lavoro minorile.

    Rispetto degli animali

    La produzione coerente con i principi dell’eco fashion deve eliminare lo sfruttamento, il maltrattamento e l’uccisione degli animali nella produzione dei tessuti e delle materie prime.

    A garanzia di questa richiesta esistono diverse certificazioni, che consentono ai consumatori di essere certi della provenienza dei tessuti e delle lavorazioni che hanno subito.

    Qualità delle sostanze utilizzate

    Come sappiamo, la qualità delle sostanze utilizzate nella produzione e nella lavorazione dei tessuti ha delle conseguenze importanti.

    Non stiamo parlando soltanto della riduzione dell’inquinamento ambientale in fase di produzione, ma anche della salute della pelle che entra in contatto con queste sostanze e, soprattutto, della salubrità dello smaltimento dei capi.

    Il tema dello smaltimento è di cruciale importanza in un settore come quello del fashion in cui, secondo uno studio del London Sustainability Exchange, ogni anno vengono prodotti tra gli 80 e i 100 miliardi di capi di abbigliamento (il 400% in più rispetto a vent’anni fa) e allo stesso tempo abiti per 500 miliardi ogni anno finiscono nella spazzatura senza mai essere indossati.

    Scopri di più: Scopri come smaltire correttamente i rifiuti tessili dai tuoi vestiti

    Quali materie prime vengono utilizzate nell’eco fashion?

    Nel caso delle confezioni di abbigliamento, un’attenzione al tema dell’eco fashion si traduce nella ricerca di fibre sostenibili e ecologiche.

    Come vedremo queste fibre possono essere diverse, ma in generale quello che accomuna tutte fibre utilizzate nell’eco fashion è il fatto di essere:

    • Prive di pesticidi;
    • Prodotte utilizzando energia proveniente da fonti alternative;
    • Lavorate con una grande attenzione alla riduzione dell’utilizzo complessivo di acqua;
    • Smaltibili e producibili senza generare rifiuti chimici;
    • Tinte utilizzando coloranti a basso impatto, privi di sostanze cancerogene e dannose, sia per la nostra pelle sia per la nostra salute.

    Le fibre più comunemente utilizzate nell’eco fashion sono quattro.

    Cotone organico

    Il cotone organico è una fibra di origine naturale ottenuta dalla pianta del Gossypium, un arbusto che viene coltivato da secoli soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali.

    Dopo circa cento giorni dalla semina, dalla pianta sboccia un fiore soffice e leggero, simile a quello della malva. A partire da questo fiore, che in molti paesi viene ancora raccolto a mano al termine della stagione calda, ha origine il filato (in genere ogni pianta di cotone produce dai 2 ai 5 kg di fibra).

    Il cotone è leggero, lucido e morbido al tatto, in genere poco elastico. È un materiale ben traspirante e resistente, che può essere lavato con tutti i comuni detersivi e non necessita di particolari attenzioni, se non ad una cura in fase di asciugatura.

    Nel caso dell’eco fashion viene richiesto che il cotone sia coltivato senza l’utilizzo di prodotti chimici, in modo naturale e più equo possibile nel rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte in tutte le fasi.

    Questa precisazione è molto importante, perché secondo lo studioso Richard Fagerlund la coltivazione del cotone oggi è probabilmente il più grande inquinante del pianeta, esigendo il 25% dei pesticidi utilizzati in totale.

    Oggi è diffuso anche il cotone riciclato, che si ottiene a partire da vecchi abiti o dagli scarti di lavorazione.

    Canapa

    La fibra di canapa viene ottenuta a partire dal floema dei fusti delle piante di Cannabis Sativa, che crescono soprattutto in ambienti dal clima temperato. La coltivazione di canapa ha una storia molto antica in Italia, poiché questa fibra era molto utilizzata per realizzare corde e tessuti resistenti.

    Questo tessuto rimane fresco in estate e caldo in inverno, oltre ad avere proprietà antibatteriche e antifungine e ad essere un ottimo assorbente dell’umidità del corpo.

    La canapa ha anche una resistenza agli strappi tre volte maggiore rispetto al cotone e, tra le fibre naturali, è la più resistente all’usura.

    La canapa è un materiale ecologico anche perché, rispetto al cotone, richiede il 50% di acqua in meno.

    Lino

    Il lino è una fibra naturale cellulosica che viene estratta dalla pianta del Linum usitatissimum macerando i fasci fibrosi ricavati dallo stelo.

    Si tratta di un tessuto anallergico e completamente biodegradabile, la cui lavorazione anziché impoverire il suolo lo nutre e persevera.

    È una fibra che non trattiene la polvere e anche perfetta contro l’umidità, oltre a dare ottimi risultati nella tintura.

    Di solito il lino viene considerato un tessuto estivo, in realtà può essere utilizzato tutto l’anno per il fatto di essere isolante e termoregolatore.

    Si tratta di un tessuto dalla storia antichissima, coltivato già migliaia di anni prima di Cristo e diffuso tra gli Egizi, i Sumeri, i Babilonesi e i Fenici.

    Un aspetto importante da sottolineare è che la lavorazione del lino è interamente sostenibile, e questo lo rende un tessuto perfetto per l’eco fashion.

    Qmilk

    il Qmilk è l’esempio perfetto di come l’ecofashion non si limiti soltanto alle fibre di origine naturale e di quanto il binomio tra ricerca e ecologia possa contribuire a un mondo più sostenibile.

    Si tratta infatti di una fibra tessile che viene ottenuta a partire dagli scarti industriali del latte.

    Alla base di questa creazione c’è la stilista e microbiologa tedesca Anke Domaske, che ha trasformato questa fibra in un brand di successo.

    Il Qmilk è biodegradabile, antibatterico, dermatologicamente testato e privo di additivi chimici. Sulla pelle è molto confortevole, leggero, morbido, oltre ad essere fresco e luminoso.

    Si presta molto all’abbigliamento ma anche all’automotive, ai bendaggi, alla biancheria per la casa, a quella per neonati o ad uso medico-ospedaliero.

    Per realizzare 1kg di tessuto occorrono solo 2 litri d’acqua, contro i 10.000 necessari per produrre la stessa quantità di cotone.

    Il Qmilk non solo elimina tutte le sostanze chimiche inquinanti nel processo di lavorazione, ma risolve in parte anche il problema dello spreco dell’industria del latte.

    Scopri di più: Tecnologia e sostenibilità nella moda: un webinar Audaces

    Rendi la tua confezione più ecologica con le tecnologie Audaces

    Come abbiamo visto in questo articolo, l’ecofashion è un trend che sta segnando il presente e che segnerà sempre più anche il futuro della moda.

    Oltre all’attenzione ai tessuti, alle loro caratteristiche e alla loro provenienza, le confezioni devono rivedere anche i processi produttivi per renderli compatibili con le richieste del mercato in termini di sostenibilità.

    La tecnologia può essere un’ottima alleata in questo senso, consentendo di ridurre gli sprechi e le inefficienze in tutti i passaggi, e garantendo un controllo totale della filiera.

    Si tratta di un cambiamento che non riguarda solo la filiera tessile, ma anche l’intera organizzazione del lavoro e dei processi produttivi.

    Audaces Pattern

    Audaces Pattern Dashboard

    Un passaggio importante per la riduzione delle risorse è quello della modellistica e dello sviluppo. Audaces Pattern è uno strumento perfetto per ridurre l’utilizzo di carta, gli errori e le rilavorazioni.

    Con la sua interfaccia semplice e intuitiva, può essere un grande alleato per chi vuole ottimizzare i tempi e avere maggiore agilità nella produzione di una collezione.

    Una tecnologia veloce, efficiente e redditizia che permette di creare modelli digitali il 70% più velocemente rispetto a quelli manuali.

    Inoltre, con Pattern si dispone di una tabella di misurazione automatica, che facilita lo sviluppo di modelli che possono essere considerati complessi.

    Audaces 3D

    Quanto tessuto viene sprecato in fase di prototipia, soprattutto per problemi legati alla comunicazione?

    Audaces 3D è un software che permette di cucire e simulare i modelli creando prototipi digitali, verificando la vestibilità e le proporzioni in 3D direttamente al computer.

    Questo consente di confermare il modello di un capo ancora prima di realizzare il prototipo fisico, risparmiando materie prime, energia e tempo.

    Audaces Marker

    Il piazzamento è un passaggio fondamentale nel determinare il consumo di tessuto della produzione di un capo. Con Audaces Marker puoi ottimizzare i tuoi piazzamenti fino al 13% rispetto al piazzamento manuale.

    Con il piazzamento automatico acceleri il tuo processo produttivo, rispetti le scadenze, ma soprattutto ti prendi cura del pianeta e delle sue risorse.

    Conclusioni

    In questo articolo abbiamo parlato di eco fashion e abbiamo capito che per ottenere una moda più sostenibile è necessario agire su più fronti: dalla produzione del tessuto, alla sua scelta, passando per la fase creativa e la produzione dei capi vera e propria.

    Quando tutti possono essere veloci, il vero vantaggio competitivo è il prodotto. Scarica gratuitamente il nostro e-book e scopri come i brand della moda stanno trasformando qualità, design e valore percepito in un vantaggio competitivo.

    FAQ

    Cos’è l’eco fashion?

    L’eco fashion è un movimento che si impegna a promuovere un cambiamento concreto nel mondo della moda promuovendo una maggiore integrità ecologica e giustizia sociale.

    Quali materie prime vengono utilizzate nell’eco fashion?

    Nell’eco fashion vengono utilizzate materie prime ecologiche, come il cotone organico, la canapa, il lino e il Qmilk.

    Come si può rendere una confezione più ecologica?

    La tecnologia può aiutare a rendere una confezione più ecologica, ad esempio organizzando la produzione e riducendo gli sprechi in tutte le fasi della filiera.

  • Scopri come mantenerti competitivo all’interno del mercato della moda

    Scopri come mantenerti competitivo all’interno del mercato della moda

    Sintesi

    • Il mercato della moda è in continuo cambiamento, soprattutto nel periodo post pandemia;
    • Oggi i clienti mettono al centro la ricerca di aziende sostenibili e tecnologiche;
    • Gestisci le tue collezioni con il Fashion PLM Audaces Isa in modo pratico e online. Prova la multisoluzione Audaces360 ora!
    Prova Gratuita 15 Giorni

    Il mercato della moda si è reinventato ed è cresciuto molto nel corso degli anni, soprattutto dopo la pandemia.

    In questo periodo, infatti, molti negozi fisici hanno chiuso, ad esempio perché è cambiato il comportamento dei consumatori, che hanno acquisito sempre maggiore familiarità con gli acquisti online.

    Ma questo non ha fatto calare le vendite del settore, anzi! Il mercato della moda è cresciuto online e ha investito molto nello sviluppo di collezioni confortevoli per rispondere alle richieste del clienti.

    Se desideri sapere di più su come il comportamento dei consumatori sta cambiando il mercato della moda, continua a leggere questo articolo!

    Com’è il mercato della moda oggi?

    La tecnologia è diventata una grande alleata nel mercato della moda odierno. Questo perché, grazie ad essa, i clienti hanno maggiore accesso alle informazioni, ai mezzi di consumo e persino a nuovi prodotti e servizi.

    Questi cambiamenti sarebbero comunque arrivati col tempo; tuttavia, con la pandemia e la necessità di isolamento sociale, le aziende di moda e i loro consumatori hanno dovuto adattarsi molto più velocemente.

    Il consumatore consapevole è un altro punto chiave di questa nuova fase del mercato della moda. I clienti si preoccupano sempre di più dell’ambiente, della filiera di produzione e della distribuzione sostenibile.

    Ma il cambiamento non si ferma qui! Anche la frequenza degli acquisti sta cambiando. Ora le persone acquistano meno spesso, ad esempio ogni sei mesi, ma in quantità maggiori.

    Una ricerca di Opinion Box mostra che nel gennaio 2021 il 43% delle persone ha acquistato meno vestiti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Di conseguenza, le persone fanno acquisti più consapevoli, comprando solo ciò di cui hanno bisogno o che le fa sentire meglio.

    Nel 2022, con il ritorno delle persone in viaggio, è aumentata la ricerca di capi differenziati.

    Questo dimostra come, oltre alla frequenza degli acquisti, cambino nel tempo anche le motivazioni che li spingono.

    Il mercato della moda post pandemia

    Il mercato della moda post pandemia

    Molti credevano che la pandemia avrebbe rappresentato la fine per il commercio della moda. Ma il settore è stato in grado di reinventarsi, facendo crescere la vendita al dettaglio online.

    Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C, nel 2022 gli acquisti online in Italia hanno raggiunto un valore di 48,1 miliardi di euro, segnando un +20% rispetto al 2021.

    Il settore ha anche portato molta più inclusione e diversità nel post-pandemia, oltre a temi come la sostenibilità e l’etica.

    Una delle riflessioni di questo periodo è che le tendenze più viste in tutto il mondo hanno a che fare con la società, la politica, l’ambiente e la tecnologia stessa.

    Mercato della moda in Italia

    Al momento il 2023 sembra rappresentare un anno eccezionale per l’industria nella moda, addirittura “il migliore di sempre”, secondo Carlo Capasa, il presidente della Camera nazionale della moda.

    L’Italia è il terzo consumatore di abbigliamento dell’Unione Europea, spendendo il 5,4% della propria capacità di spesa totale in questo settore.

    Anche temi come eco fashion, slow fashion, conscious fashion sono sempre più diffusi nel Paese, rappresentando un trend importante per i consumatori, soprattutto i più giovani.

    Scopri di più: Moda sostenibile: significato e consigli per le aziende italiane

    Acquisto online e fisico

    Gli utenti non hanno più una sola opzione come canale di vendita. Secondo Think with Google, il 70% degli italiani dichiara di acquistare sia online che offline, a seconda che sia più economico e/o più veloce per loro accedere al prodotto.

    Tuttavia, secondo i sondaggi di Google, nel 2022 il 40% dei consumatori di moda ritiene che lo shopping online sia più vantaggioso, perché offre un maggior mix di prodotti con prezzi più interessanti.

    Scopri di più: Scopri cos’è GTIN e qual è la sua importanza per le confezioni

    Mercato della moda e e-commerce

    Mercato della moda e e-commerce

    Gli ultimi anni hanno segnato un momento di svolta per la diffusione degli e-commerce in Italia, sia per quanto riguarda l’acquisto di prodotti che di servizi.

    L’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C ha evidenziato che nell’ultimo trimestre del 2022 33,3 milioni di italiani hanno fatto acquisti online, 9,6 milioni in più rispetto allo stesso periodo pre-pandemia.

    È vero che questa crescita è dovuta alla pandemia, ma i numeri sono rimasti buoni anche dopo il ritorno alla normalità.

    Secondo un’indagine condotta da SmartHint, nel 2022 il fatturato delle aziende che hanno investito nell’e-commerce è stato del 785% superiore nei primi cinque mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo precedente all’arrivo della Covid-19.

    Quali sono le principali sfide del mercato della moda?

    Il mercato della moda è molto vario. Al suo interno è possibile trovare diversi segmenti, come la moda uomo, donna, plus size, bambino, beach party, fitness, intimo, e molto altro.

    Con così tanti tipi di confezione nel settore, può essere una grande sfida rimanere competitivi.

    Qui di seguito approfondiamo le principali difficoltà che il mercato della moda può incontrare:

    Concorrenza agguerrita

    La possibilità per i consumatori di acquistare sia nei negozi fisici che in quelli virtuali crea una concorrenza ancora più agguerrita per chi vende moda.

    Questo può essere un problema per chi lavora nel settore, ma rappresenta anche una comodità per i clienti che possono fare acquisti in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.

    Ecco perché è così importante che la tua azienda abbia dei differenziali competitivi, sia in relazione al tuo marchio che a ciò che offre.

    Sostenibilità

    Sostenibilità

    Il consumo e la produzione sostenibili servono a ricordare che ognuno deve fare la sua parte per un mondo più preservato. E questo ha spinto molti consumatori a cambiare le proprie abitudini.

    Il riscaldamento globale danneggia il ciclo della vita sulla Terra. È causato dall’aumento dell’effetto serra, conseguente all’emissione di gas inquinanti, la maggior parte dei quali sono emessi dall’industria.

    Vale la pena ricordare che l’industria della moda è una delle più inquinanti, e questo spinge il consumatore a ricercare, studiare e conoscere meglio come i marchi agiscono in relazione all’ambiente.

    Ogni tipo di azione adottata da persone e aziende conta per un futuro più sostenibile, ma è necessario iniziare subito per ottenere buoni risultati! E per questo, le azioni collettive e individuali possono contribuire a contenere e/o invertire la situazione.

    Scopri di più: Tecnologia e sostenibilità nella moda: un webinar Audaces

    Cambiamenti nel comportamento dei consumatori

    Oltre al modo di consumare, sono cambiate anche le priorità nel vestire. Il comfort è diventato uno degli aspetti più importanti per gli italiani dopo la pandemia.

    Questo è dovuto al fatto che, oltre all’aspetto esteriore, il benessere, la salute, la forma fisica, l’alimentazione, il sonno e la consapevolezza sono diventati argomenti di maggiore consapevolezza per questo target.

    Una riflessione che dimostra questo nuovo modo di pensare è che, nel 2021, la ricerca di moda casual è aumentata di circa il 57% rispetto agli anni precedenti.

    Aumenta la tua competitività nel mercato della moda con Audaces

    Ciclo Audaces360

    Il comportamento dei consumatori sta cambiando sempre di più, soprattutto quello della moda.

    Pertanto, la tecnologia è un’alleata importante per le aziende che vogliono adattarsi a questi cambiamenti e seguire le tendenze di consumo del proprio pubblico.

    Se vuoi distinguerti nel mercato della moda, Audaces ha le soluzioni migliori e più complete per portare la tua azienda verso l’Industria 4.0.

    Audaces360

    Per chi vuole ottenere risultati migliori, ottimizzando il talento creativo e le risorse attraverso una gestione più efficiente e integrata, Audaces360 può essere un ottimo alleato.

    Con la piattaforma è possibile raggiungere gli obiettivi e superare le principali sfide del mercato.

    Audaces360 è una multi-soluzione completa, con un concetto innovativo di integrazione tra le fasi creative e produttive in grado di rendere le tue collezioni un successo.

    Audaces Fashion Studio

    Audaces Fashion Studio è un software avanzato di progettazione digitale della moda che può essere utilizzato per sviluppare capi d’abbigliamento sia fisici che virtuali.

    Facilita la comunicazione visiva tra il team e l’approvazione commerciale dei modelli. In altre parole, è il presente e il futuro del mercato della moda in un’unica soluzione.

    Audaces Isa

    Con Audaces Isa, il software di gestione delle collezioni basato su cloud, è possibile gestire il ciclo di vita del prodotto lungo l’intera catena produttiva.

    Inoltre, è possibile garantire il rispetto delle scadenze, aiutando a prendere decisioni più assertive e organizzando l’intera parte tecnica della collezione.

    Conclusione

    Negli ultimi anni il mercato della moda ha dovuto adattarsi a molti cambiamenti. Alcuni motivi sono stati la pandemia, la domanda di maggiore sostenibilità, la diffusione dell’e-commerce e il progresso della tecnologia.

    Se la tua azienda vuole crescere ed essere sempre al passo con le ultime tendenze del mercato della moda, scopri la nostra guida completa sull’argomento!

    Leggendola potrai conoscere il profilo del nuovo consumatore di moda, quali sono le principali innovazioni tecnologiche e come possono aiutare il tuo business. Scaricala subito gratuitamente:

    FAQ

    Come sta oggi il mercato della moda?

    La tecnologia oggi è una grande alleata del mercato della moda. Questo perché, grazie ad essa, i clienti hanno maggiore accesso alle informazioni, ai mezzi di consumo e persino a nuovi prodotti e servizi.

    Quali sono le principali sfide del mercato della moda?

    Concorrenza agguerrita, sostenibilità, cambiamenti nel comportamento dei consumatori e progressi tecnologici.

    Come si pone il mercato della moda nei confronti dell’e-commerce?

    Nel 2022, il fatturato delle aziende che hanno investito nell’e-commerce è stato superiore del 785% nei primi cinque mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo precedente all’arrivo di Covid-19.

  • Scopri come smaltire correttamente i rifiuti tessili dai tuoi vestiti

    Scopri come smaltire correttamente i rifiuti tessili dai tuoi vestiti

    Sintesi

    • Per molti anni i rifiuti tessili sono stati smaltiti in modo non corretto, inquinando l’ambiente e comportando importanti rischi per la salute umana;
    • Ci sono alcune strategie che possono contribuire a migliorare lo smaltimento dei tessuti;
    • La tecnologia può aiutare la tua confezione a essere più sostenibile e a ridurre lo spreco di tessuto, per risolvere il problema alla fonte. Prova la multisoluzione Audaces360 gratuitamente!
    Prova Gratuita 15 Giorni

    L’industria tessile è tra le più antiche al mondo: con oltre 400.000 addetti, in Italia questo settore occupa il 12% di tutti i lavoratori del settore manifatturiero.

    Tuttavia, è considerata tra le cinque industrie più inquinanti al mondo, con un impatto sull’ambiente incommensurabile. Vi siete mai chiesti, quanti materiali sono stati scartati in modo non corretto durante la filiera produttiva in tutti questi anni?

    Per far sì che la tua azienda prenda le iniziative necessarie per un corretto smaltimento dei rifiuti tessili, è necessario essere consapevoli di alcuni fatti.

    Continua a leggere e scopri di più!

    Cosa sono i rifiuti tessili?

    Nella creazione di capi di abbigliamento e accessori, l’industria finisce per generare rifiuti tessili, ovvero scarti e avanzi della produzione.

    Questi materiali non hanno alcuna utilità dopo la produzione di un indumento e per questo motivo vengono scartati.

    Le industrie che non sanno come smaltire, per mancanza di conoscenze o per negligenza, finiscono per smaltire questi rifiuti in modo sbagliato, senza sottoporli a un trattamento adeguato.

    Secondo le stime di Ispra, il 5,7% dei rifiuti indifferenziati in Italia è composto da rifiuti tessili: circa 663 mila tonnellate/anno, destinate a smaltimento in discarica o nell’inceneritore.

    Affinché questi rifiuti possano essere smaltiti in modo corretto, il settore deve seguire un insieme di azioni ambientali nelle seguenti frasi:

    • Raccolta;
    • Immagazzinamento;
    • Trasporto;
    • Utilizzo;
    • Destinazione finale;
    • Smaltimento finale.

    Ognuna di queste tappe deve porti l’obiettivo di minimizzare le conseguenze negative sull’ambiente e sulla salute pubblica.

    Scopri di più: Creare abbigliamento sostenibile è più semplice di quanto si creda!

    Rifiuti tessili in Italia

    Rifiuti tessili in Italia

    Chiaramente quello dei rifiuti tessili non è un problema solo italiano, ma iniziamo a guardarlo da qui.

    Dal 1 gennaio 2022 i comuni italiani hanno l’obbligo di raccogliere i rifiuti tessili in modo differenziato.

    Tuttavia, sebbene la presenza di una norma in tale senso, secondo il report del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) ad oggi “la raccolta differenziata del tessile è strutturata solo parzialmente sul territorio nazionale e colmare, in breve tempo, le differenze tra regioni non sarà facile. Con l’obbligatorietà, i Comuni e i gestori, che non hanno ancora attivato questo servizio di raccolta, dovranno realizzarlo quanto prima e regolamentarlo al meglio, comprendendo sia gli indumenti che altri materiali tessili, come ad esempio la tappezzeria, le lenzuola, gli asciugamani e altri prodotti tessili che, per lo più, si trovano nelle nostre abitazioni”.

    Nonostante l’attuazione sia ancora lontana dalla perfezione, questa legge è un passaggio positivo nel processo di transizione ecologica. Tuttavia, oltre alla necessaria attenzione da parte dei consumatori, molto è ancora il lavoro da fare da parte delle aziende produttrici.

    Scopri di più: Moda sostenibile: significato e consigli per le aziende italiane

    La Strategia Europea per i Tessuti Sostenibili e Circolari

    “All textiles should be long lasting, recyclable, made of recycled fibers and free of dangerous substances. The strategy also aims to boost reuse and repair sectors and address textile waste.” (Frans Timmermans, Vicepresidente della Commissione Europea)

    Per connettere la responsabilità del consumatore con quella del produttore, la Commissione Europea ha approvato la Strategia Europea per i Tessuti Sostenibili e Circolari.

    Questo piano è stato approvato il 30 marzo 2022 e si basa su 4 macro obiettivi molto importanti:

    • Tutti i prodotti tessili immessi sul mercato dell’UE siano durevoli, riparabili e riciclabili, realizzati il più possibile con fibre riciclate, privi di sostanze pericolose, prodotti nel rispetto dei diritti sociali e dell’ambiente;
    • La “fast fashion” (moda veloce) non sia più di moda e i consumatori abbiano a disposizione prodotti tessili di lunga durata, di alta qualità e a prezzi accessibili;
    • Siano ampiamente disponibili servizi di riutilizzo e riparazione economicamente vantaggiosi;
    • Il settore tessile sia competitivo, resiliente e innovativo e i produttori si assumano la responsabilità dei loro prodotti lungo tutta la catena del valore, raggiungendo una sufficiente capacità di riciclaggio e riducendo al minimo l’incenerimento e lo smaltimento in discarica.

    Come smaltire correttamente i rifiuti tessili?

    Come smaltire correttamente i rifiuti tessili?

    Se la tua azienda non è ancora certa di smaltire al meglio i propri rifiuti tessili, forse potrebbero esserti utili le quattro possibilità che abbiamo raccolto per te:

    Riciclo

    Il riciclo è una delle opportunità più note per aiutare l’ambiente nell’industria della moda e non solo.

    Sebbene sia molto conosciuto, non tutti sono consapevoli, ad esempio, della necessità di differenziare questo tipo di scarto in seguito all’obbligo di cui abbiamo parlato sopra.

    Anche a livello aziendale, esistono aziende preposte alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti tessili secondo il rispetto delle norme ambientali.

    Scarto ecologico dei tessuti

    Una pratica in crescita e sempre più diffusa sul mercato è quella dello scarto ecologico.

    Si tratta di imprese specializzate in grado di aiutare la tua confezione a realizzare lo scarto dei rifiuti tessili nel modo più appropriato.

    Le imprese raccolgono i materiali e sono responsabili del loro smaltimento, seguendo le norme ambientali.

    Donazione

    La donazione di capi, tessuti e scampoli può diventare un aiuto ancora più concreto nella lotta allo scarto dei rifiuti tessili.

    I tessuti che non servono più alla tua confezione possono essere utili a qualcun altro, ad esempio ad altre sartorie, oppure i vestiti possono essere venduti in bazar o donati a chi ne ha bisogno.

    Oltre a smaltire correttamente il tessuto, in questo modo si contribuisce a promuovere azioni virtuose e circolari.

    Logistica di ritorno

    Nota anche con il termine reverse logistics, questo sistema prevede che le aziende possiedano punti di raccolta in cui i clienti possono rendere i loro tessuti/capi di scarto, e l’azienda produttrice diventa responsabile dello smaltimento corretto di questo tipo di rifiuto.

    Scopri di più: Guida pratica alla produzione abbigliamento efficiente e sostenibile

    Come può essere utile la tecnologia per ridurre i rifiuti tessili?

    Come può essere utile la tecnologia per ridurre i rifiuti tessili? 

    Audaces dispone di soluzioni innovative che possono essere implementate in tutta la filiera tessile, dalla creazione fino alla produzione del capo.

    La tecnologia può fare la differenza per le confezioni che desiderano avere uno smaltimento dei rifiuti corretto.

    Sfrutta al massimo il tuo tessuto con Audaces Supera

    La soluzione Audaces Supera permette la creazione automatica di code di piazzamento, permettendo di risparmiare tessuto grazie alla massima ottimizzazione del tessuto favorita dall’algoritmo.

    In base alle esigenze della produzione, il server definisce l’ordine di taglio assegnando priorità.

    Risparmia materie prime nei modelli con Audaces Marker

    Il risparmio di risorse è un passaggio obbligatorio per ottenere la redditività desiderata. Con Audaces Marker tutto questo si concretizza.

    Con il sistema automatizzato Audaces, è possibile realizzare il piazzamento di qualsiasi capo in pochi minuti.

    La tua azienda può diminuire gli sprechi, aumentare i ricavi e ottenere una filiera produttiva più sostenibile. Scarica gratuitamente il nostro e-book:

  • Scopri cos’è l’ESG e come può essere applicata nella tua confezione

    Scopri cos’è l’ESG e come può essere applicata nella tua confezione

    Sintesi

    • Se ancora non sai cos’è l’ESG o hai dei dubbi su come applicarlo nella tua produzione, sappi che è arrivato a cambiare la gestione delle organizzazioni;
    • Ci sono tre pilastri importanti da seguire: ambiente, società e governance;
    • La tecnologia può aiutare la tua azienda a diventare un’organizzazione ESG. Prova subito la prova gratuita multi-soluzione di Audaces360!

    La sostenibilità è un tema sempre più diffuso e discusso nelle aziende. Oltre a ciò, si stanno discutendo altre buone pratiche per migliorare le prestazioni delle organizzazioni.

    Se non hai mai sentito parlare di ESG e ti chiedi cosa sia, è il momento di tuffarti in questa nuova realtà aziendale.

    Scopri cos’è l’ESG e come questo piccolo acronimo può trasformare la tua azienda.

    Che cos’è l’ESG?

    Un insieme di buone azioni: ecco come si può definire l’ESG.

    Queste azioni nella pratica portano alla ricerca di un’azienda socialmente consapevole, sostenibile e gestita correttamente.

    Attraverso questo acronimo è possibile misurare le prestazioni e l’impegno di un’azienda nei confronti della sostenibilità.

    ESG è l’acronimo di Environmental (Ambiente), Social (Società) e Governance.

    Questi tre punti sono utilizzati come criteri per capire comprendere me la tua azienda lavora con riferimento a vari ambiti.

    In questo modo si può capire se l’azienda è in grado di generare impatti positivi per le aree ambientale, sociale e finanziaria.

    Un’azienda infatti può generare impatti positivi e negativi, sia nella vita dei suoi dipendenti che dei suoi clienti. In questo senso, l’ESG è un metodo di misurazione molto valido.

    Scopri di più: Guida pratica alla produzione di moda efficiente e sostenibile

    Da dove ha origine la sigla ESG?

    ESG è un termine inglese che si riferisce alle pratiche ambientali, sociali e di governance di una società.

    Questo termine ha iniziato a essere utilizzato nel 2004, in seguito ad una pubblicazione del Global Compact in collaborazione con la Banca Mondiale, intitolata “Who Cares Wins”.

    Dopo che il Segretario Generale delle Nazioni Unite (ONU), Kofi Annan, ha chiesto a 50 amministratori delegati di istituzioni finanziarie come integrare i fattori sociali, ambientali e di governance nel mercato finanziario.

    Sempre nel 2004, l’UNEP-FI (United Nations Environment Programme Finance Initiative) ha pubblicato un rapporto che dimostra l’importanza dei fattori ESG per le valutazioni finanziarie.

    Con il tempo, abbiamo già visto miglioramenti nelle organizzazioni e migliori entrate finanziarie.

    Cosa sono gli investimenti ESG?

    Cosa sono gli investimenti ESG?

    Fin dagli anni ’60, gli investitori hanno visto negli investimenti ESG un modo per sapere in quali organizzazioni investire o meno il proprio denaro.

    Oggi questo tema si è evoluto ed è diventato ancora più forte, poiché gli investitori non si preoccupano solo dei risultati finanziari del loro capitale.

    La preoccupazione oggi comprende anche l’impatto che i loro investimenti hanno sulle questioni climatiche, sul riciclaggio, sull’inquinamento dei fiumi e dei terreni, nonché sulla qualità del lavoro e la tutela dei diritti dei dipendenti.

    Osservando gli investimenti ESG, si può notare che alcuni dei vantaggi per le aziende sono il miglioramento dei risultati finanziari, l’aumento della fiducia degli investitori e la fidelizzazione dei clienti.

    È dimostrato, sia nella pratica che nei report, che oltre a migliorare l’immagine, i dipendenti sono più motivati e i clienti tendono a sostenere più volentieri le aziende.

    Come funzionano gli investimenti ESG?

    Se sai già come effettuare investimenti in fondi tradizionali, saprai anche come effettuare investimenti ESG, poiché il meccanismo è molto simile. La differenza sostanziale è che nei fondi ESG la selezione avviene in base al livello di sostenibilità dell’azienda.

    Per essere considerata ESG, un’azienda deve seguire alcuni criteri, come ad esempio:

    • Sii trasparente;
    • Avere iniziative sociali;
    • Ridurre le emissioni di anidride carbonica;
    • Optare per fonti di energia rinnovabile;
    • Incoraggiare il consumo consapevole;
    • Sostenere l’inclusione e la diversità in azienda;
    • Avere un ambiente di lavoro rispettoso e onesto.

    Che importanza ha l’ESG nell’industria tessile e della moda?

    L’industria della moda si sta sempre più rinnovando, sia attraverso campagne come Fashion Revolution che attraverso organizzazioni come ESG.

    Potresti chiederti quale sia l’importanza dell’ESG per la tua confezione o addirittura per il mondo della moda in generale.

    A causa dell’elevata domanda, il processo dell’industria della moda passa attraverso diverse fasi che finiscono per impattare pesantemente sull’ambiente e sulle sue risorse.

    L’industria dell’abbigliamento è responsabile del rilascio di 1,2 miliardi di tonnellate di gas serra e, se non si interviene entro il 2050, si prevede che sarà il settore responsabile del 25% delle emissioni di carbonio del pianeta.

    Ed è a questo punto che diventa importante un’analisi delle conseguenze del settore.

    Tuttavia, preoccuparsi solo dell’ambiente non è più sufficiente: oltre al settore ambientale, le aziende devono guardare con maggiore responsabilità anche alle questioni sociali e di governance per rimanere competitive con le altre imprese.

    Esistono già studi che dimostrano che le aziende che adottano pratiche ESG ottengono impatti positivi nelle loro attività, diventando più sostenibili anche dal punto di vista finanziario, aumentando la loro redditività e il loro valore di mercato. Tutto questo le rende più interessanti per gli investitori.

    Per questo motivo, l’implementazione di pratiche ESG tende a rendere l’azienda più rilevante sul mercato, dato che il consumo consapevole cresce ogni giorno.

    Scopri di più: Cos’è e che obiettivi ha la Fashion Revolution?

    Che vantaggi può portare alla tua azienda investire in ESG?

    Che vantaggi può portare alla tua azienda investire in ESG?

    Le aziende che si impegnano a seguire le pratiche ESG, possono avere alcuni vantaggi. Eccone qui elencati 10:

    1. Miglioramento delle prestazioni finanziarie;
    2. Immagine superiore dell’azienda sul mercato;
    3. Aumento della fiducia degli investitori e dei clienti;
    4. fedeltà dei consumatori;
    5. Riduzione dei materiali e migliore produttività;
    6. Diversità sociale, maggiore equità e trasparenza;
    7. Maggiore soddisfazione dei dipendenti;
    8. Distinguersi dalla concorrenza nei criteri normativi e legali;
    9. Minori rischi ambientali causati dall’azienda;
    10. Agevolazione per linee di credito verdi.

    Scopri di più: Takt time: come calcolarlo e implementarlo nella tua azienda

    Come vengono misurati gli standard ESG?

    Esistono diversi indicatori che possono misurare il livello di un’azienda su ciascuna delle lettere dell’acronimo ESG.

    Poiché non provengono dall’area finanziaria, può sembrare difficile vedere i risultati positivi delle buone pratiche. Queste pratiche fanno parte di una serie di indicatori che indicano l’impegno dell’azienda nei confronti dell’ESG. Essi sono:

    • Global Reporting Initiative (GRI);
    • Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD);
    • Climate Disclosure Standards Board (CDSB);
    • Sustainability Accounting Standards Board (SASB);
    • International Integrated Reporting Council (IIRC);
    • International Organization for Standardization (ISO 14001);
    • The Prince’s Accounting for Sustainability (A4S).

    Pratiche ESG che possono essere adottate nella tua confezione

    Pratiche ESG che possono essere adottate nella tua confezione

    Esistono alcune buone pratiche ESG che possono essere adottate dai produttori di abbigliamento nel settore tessile.

    Con riferimento alle pratiche ambientali abbiamo:

    • Riduzione degli inquinanti e obiettivi da raggiungere;
    • Diminuito utilizzo degli input e corretto smaltimento dei materiali;
    • Progetti di conservazione dell’ambiente;
    • Alternative sostenibili ai materiali.

    Con riferimento alle pratiche sociali:

    • Seguire correttamente i diritti del lavoro;
    • Avere diversità e inclusione nell’ambiente di lavoro;
    • Rispettare le norme di salute e sicurezza sul lavoro.

    Per quanto riguarda la governance:

    • Valori, morale ed etica negli affari;
    • Politiche contro la corruzione;
    • Gestione con trasparenza, equità e responsabilità;
    • Zero coinvolgimento con frodi, whistleblowing e scandali.

    Soluzioni Audaces per implementare pratiche ESG nella tua confezione

    Se volete applicare l’ESG nella vostra confezione di abbigliamento, sappiate che la tecnologia può portare maggiore sostenibilità e impegno per l’ambiente, oltre che per i vostri dipendenti.

    Audaces dispone di soluzioni innovative e tecnologiche in grado di supportare l’intera produzione tessile, dalla creazione alla produzione, fino al prodotto finito.

    Lavoriamo sempre pensando a ciò che è meglio per i vostri risultati e per il pianeta.

    Audaces360

    Se desideri un software che ti aiuti dalla fase creativa alla realizzazione dei tuoi capi, Audaces360 è quello che stai cercando.

    Audaces360 è una piattaforma assertiva che ti aiuta a raggiungere e superare i tuoi obiettivi. Una tecnologia completa che porta risultati, garantendo un’ottimizzazione dei tempi, dell’utilizzo delle risorse e del tuo benessere, oltre a consegne più rapide.

    Audaces Fashion Studio

    Audaces Fashion Studio è una tecnologia esclusiva di Audaces che consente di creare su manichini tridimensionali senza bisogno di cartamodelli.

    Creato in ambiente digitale, lo strumento consente di risparmiare sui costi, sui tempi e sulle materie prime. È anche un grande amico dell’ambiente, poiché evita gli sprechi e lo scarto di materiali.

    Con Audaces Fashion Studio è possibile avere una comunicazione immediata ed efficace tra designer, modellisti e acquirenti.

    Ottimizza inoltre il lavoro creativo, consentendo di testare la resa dei tessuti e di modificare modelli, forme e schemi.

    Audaces Pattern

    Modelli di alta qualità e precisione sono estremamente importanti per chi desidera produrre un buon lavoro, e questo è possibile con il software Audaces Pattern.

    Con Audaces Pattern è possibile standardizzare, programmare, organizzare e controllare l’intero processo produttivo, ottimizzando i tempi di produzione e riducendo i costi delle materie prime.

    Audaces Marker e Supera

    Audaces Supera è un piede nel futuro: il software ideale per chi vede la sostenibilità come una risorsa sia ambientale che economica.

    Il risparmio di risorse è un passo obbligatorio per raggiungere la redditività desiderata e il piazzamento è uno strumento imprescindibile in questo senso.

    Per questo motivo Audaces Marker, insieme al server Audaces Supera, consente la creazione automatica di code di piazzamenti, per risparmiare il massimo tessuto possibile grazie agli algoritmi che elaborano i piazzamenti mantenendo libera la postazione di lavoro.

    In base alle esigenze della produzione, il server pianifica l’ordine di taglio, assegnando le priorità.

    Conclusioni

    I consumatori e persino gli investitori sono sempre più attenti all’ambiente e ai dipendenti.

    È giunto il momento anche per la tua azienda di partecipare a questo processo di cambiamento del mondo e di dare il via ad una trasformazione all’interno della tua organizzazione.

    I produttori di abbigliamento possono iniziare a occuparsi di ESG in molti modi, soprattutto portando la tecnologia come alleata.

  • Cos’è e che obiettivi ha la Fashion Revolution?

    Cos’è e che obiettivi ha la Fashion Revolution?

    Sintesi

    • Il movimento Fashion Revolution ha cambiato il modo in cui le persone guardano all’industria della moda, mettendo in discussione e accendendo i riflettori sulle aziende;
    • Le domande poste dal movimento fanno sì che l’industria assuma atteggiamenti che possono essere vantaggiosi per l’ambiente e anche per i propri dipendenti;
    • La tecnologia può aiutare in molti modi coloro che desiderano cambiare e portare un cambiamento nel presente e nel futuro. Prova subito la multisoluzione Audaces360!
    Prova Gratuita 15 Giorni

    Nel mondo ci sono molti lavoratori della moda che si trovano in una situazione analoga alla schiavitù. Fashion Revolution si interroga per capire come sia possibile che sia ancora permessa l’esistenza di queste realtà.

    È impossibile cambiare ciò che non si conosce, ciò che non si vede. Per questo motivo il primo obiettivo di Fashion Revolution è fare sì che le persone si informino su questa realtà che circonda tanti marchi di fama mondiale.

    È necessario prestare molta attenzione affinché l’industria della moda possa garantire un lavoro più equo ai propri dipendenti, tenendo in considerazione anche la sostenibilità.

    Oltre a chiedere chi produce i nostri abiti, altre domande che Fashion Revolution solleva sono: come sono stati prodotti, in quali condizioni, dove e perché.

    Se desideri sapere di più su questo movimento, su come funziona e perché esiste, continuate a leggere e scopri meglio il progetto.

    Cos’è Fashion Revolution?

    Cos’è Fashion Revolution?

    Hai mai sentito parlare di questa rivoluzione della moda? Si tratta di un movimento mondiale che cerca di sensibilizzare la collettività sui processi che portano i vestiti fino al cliente.

    È stato avviato nell’aprile 2013 dopo che più di 1.000 persone hanno perso la vita lavorando nella filiera della moda nel crollo dell’edificio Rana Plaza nella città di Dhaka, in Bangladesh. Oltre ai morti, più di 2.500 persone sono rimaste gravemente ferite.

    Tra le macerie, nei giorni di ricerca dei corpi e dei sopravvissuti, sono stati riconosciuti marchi di fama mondiale.

    È stato proprio grazie a questo movimento che il mondo ha capito che l’industria della moda aveva bisogno di un cambiamento.

    A partire dagli eventi in Bangladesh, infatti, la tragedia ha fatto sì che le persone iniziassero a mobilitarsi e a dare il via a Fashion Revolution.

    Il progetto inizialmente era noto come “Fashion Revolution Day” e, 8 anni dopo, si è trasformato in una settimana di eventi e azioni, sia in presenza sia online.

    La mission di questo movimento consiste nel fare in modo che l’industria della moda conservi e tuteli l’ambiente, oltre a valorizzare tutte le persone prima ancora della crescita e dei guadagni.

    Il movimento contribuisce a migliorare l’industria a partire dal 2014. In questo anno, infatti, oltre 1.300 fabbriche in Bangladesh hanno subito controlli e ispezioni e più di 2,5 milioni di persone in tutto il mondo hanno iniziato a chiedere “who made my clothes?”.

    Cos’è la campagna “Who made my clothes?”?

    Una volta capita la situazione, era impossibile continuare come si era sempre fatto e ha iniziato a diffondersi una semplice domanda: “Who made my clothes?” (“Chi ha fatto i miei vestiti?”).

    Chiunque la sentiva diventava curioso e cominciava a riflettere su chi stesse dietro ai capi che fanno parte delle nostre giornate, chiedendo maggiore trasparenza ai brand rispetto al loro processo di produzione.

    Oltre a ciò, questa domanda ha aiutato le persone ad essere più consapevoli del fatto che ci sono persone reali dietro l’intero processo di produzione.

    Scopri di più: Cos’è l’efficienza produttiva e come puoi raggiungerla nella tua confezione?

    Fashion Revolution nel mondo

    Oggi Fashion Revolution è presente in oltre 100 paesi, dove sviluppa azioni e incoraggia i consumatori a mettere in discussione le aziende e i loro marchi di abbigliamento preferiti attraverso lo slogan della campagna del progetto.

    Ci sono più di 500 organizzazioni partner e 230 studenti ambasciatori che lavorano insieme per promuovere azioni con politici e attivisti. Sui social media, hanno più di 750.000 follower in tutto il mondo.

    Il movimento, molto forte negli Stati Uniti e in Europa, ha successo anche in America Latina.

    È possibile prendere parte alla campagna?

    È possibile prendere parte alla campagna?

    Certo, è possibile partecipare tutto l’anno, attraverso i social network. È molto semplice: basta scattare un selfie con l’etichetta del marchio che indossi e, nella didascalia dell’immagine, taggare l’azienda responsabile utilizzando l’hashtag “#WhoMadeMyClothes?”.

    Oltre a questo hashtag se ne possono usare altri, come #Haulternative e #FashionRevolution.

    Altri due hashtag di successo sono:

    #WhatsInMyClothes?

    Cosa c’è nei miei vestiti? Quanta acqua, energia, materie prime sono state consumate? Quanti agenti chimici sono stati impiegati?

    #WhoMadeMyFabric?

    Chi ha fatto il mio tessuto? In questo caso, la richiesta va oltre il primo livello di fornitura che comprende coloro che confezionano i nostri vestiti. Ci sono almeno altri due livelli: dove lavorano contadini, allevatori, raccoglitori, tessitori, tintori, ecc…

    Che aiuto può dare la tecnologia alla Fashion Revolution?

    La tua azienda può portare maggiore sostenibilità e impegno verso la natura e i dipendenti attraverso la tecnologia.

    Audaces360 porta l’integrazione e l’automazione dell’intero ciclo di produzione a un livello superiore.

    Dalla fase creativa allo sviluppo delle schede tecniche, dalla previsione dei costi alla previsione di fattibilità della collezione, fino alla definizione del piano di taglio e all’imballaggio: le tue collezioni saranno monitorabili e pianificabili a 360° in modo facile, rapido, ottimizzato.

    Designer di moda, assistenti, tecnici e modellisti: tutti i professionisti della filiera della moda trovano in Audaces360 una soluzione per superare le sfide del mercato e ottenere i massimi risultati dal loro lavoro.

    Ecco alcuni software di Audaces3che possono aiutarti:

    Audaces Fashion Studio

    Audaces Fashion Studio permette di creare bozzetti direttamente su un manichino tridimensionale.

    Questo strumento ottimizza il lavoro creativo dello stilista, che può testare la vestibilità di un capo in modo realistico, oltre a modificare stampe, forme o dettagli a seconda del bisogno.

    Tutto ciò in un ambiente digitale, con un enorme risparmio di risorse, tempo e materie prime, oltre alla possibilità di comunicare in modo immediato tra stilista, modellista e acquirenti.

    Audaces Pattern

    Audaces Pattern è il software ideale per chi desidera sviluppare modelli di alta qualità con precisione, indipendentemente dalla complessità.

    Questo CAD di modellistica permette di sviluppare, programmare, organizzare e controllare l’intero processo di confezione, ottimizzando il tempo di produzione e riducendo i costi relativi alle materie prime, con un effetto importante nel costo finale dei prodotti.

    Audaces Supera

    Per chi guarda al futuro, la sostenibilità è una risorsa sia economica che ambientale. Il risparmio di tessuto è un passo obbligatorio per raggiungere la redditività desiderata.

    Con Audaces Marker e Audaces Supera, è possibile effettuare in pochi minuti il piazzamento automatico dei propri modelli.

    Oltre a ciò, il sistema incluso nella multisoluzione Audaces360 permette di creare code di piazzamento, massimizzando il risparmio grazie ad algoritmi avanzati in grado di mantenere la workstation libera.

    In base alle necessità della produzione, il server gestisce l’ordine di taglio attribuendo priorità.

    Conclusione

    Consumatori e attivisti hanno notato comportamenti che andavano cambiati e hanno iniziato a chiedere all’industria della moda di modificare le proprie prassi nei confronti dei lavoratori e dell’ambiente.

    Dopo un incidente in Bangladesh, la richiesta è aumentata ed è stato creato un progetto che cerca di sensibilizzare migliaia di persone in tutto il mondo attraverso i social network e con campagne in diversi paesi.

    Esistono già vari modi in cui la tua azienda può partecipare alla campagna, soprattutto coinvolgendo le macchine e la tecnologia come alleati.

    L’utilizzo di software, infatti, è in grado di ridurre la quantità di tessuti, carta e altre risorse materiali, oltre a portare maggiore comfort e agilità nella produzione.

    La produzione può ridurre lo spreco di risorse e questo può avere un impatto sulla tua azienda e sull’ambiente.

  • Non solo disegni moda: le competenze richieste ai fashion designer

    Non solo disegni moda: le competenze richieste ai fashion designer

    Sintesi

    • Per diventare fashion designer oggi servono competenze e strumenti innovativi;
    • I software sono indispensabili per accelerare il processo di sviluppo della collezione e ridurre il time to market;
    • Inizia a creare i tuoi disegni moda con l’aiuto della tecnologia! Prova gratis la multisoluzione Audaces360!

    Per diventare un fashion designer di successo oggi, non basta essere creativi e abili nel disegnare. Le doti richieste a chi vuole occuparsi di disegni moda sono molteplici e in continua evoluzione.

    Oltre alla creatività, è fondamentale avere una solida comprensione delle tendenze attuali e future, essere aggiornati sulle nuove tecnologie e strumenti da utilizzare e possedere un’ottima capacità di comunicazione per poter collaborare efficacemente con altri professionisti del settore.

    Inoltre, è essenziale comprendere le dinamiche del mercato della moda e le esigenze dei consumatori, che cambiano rapidamente. 

    Se vuoi saperne di più su come diventare un fashion designer di successo e scoprire quali sono le competenze e le qualità necessarie, continua a leggere l’articolo!

    Le abilità necessarie per realizzare disegni moda e collezioni di successo

    Il mondo del fashion cambia di giorno in giorno e la professione del designer segue e si adatta a queste evoluzioni. L’utilizzo delle nuove tecnologie per i disegni di moda, dei social media e di software sempre più avanzati non può essere escluso da questo processo, anzi, deve mescolarsi per dare vita a collezioni straordinarie e di successo. Ecco quindi, di seguito, alcune delle principali competenze che un fashion designer di oggi non può sottovalutare.

     

     

     

    Saper prevedere i trend

    Le tendenze vanno e vengono, oggi in modo ancora più veloce ed evidente rispetto al passato. Il numero di nuove collezioni nell’arco dell’anno non si limita più a due o a quattro, in base alle stagioni, perché i clienti si aspettano nuovi capi praticamente ogni mese.

    Il fashion designer, ovvero colui che si occupa concretamente dei disegni moda, deve sapere anticipare e capire le nuove tendenze, per poi sviluppare le sue idee.

    disegni moda

    Comunicare efficacemente

    Saper comunicare è necessario in qualsiasi ambito lavorativo, perché permette di interagire facilmente con i colleghi, ma anche di portare a compimento i lavori con maggiore efficienza. Il designer deve essere in grado di trasmettere le sue idee soprattutto ai modellisti, che poi dovranno realizzare i modelli veri e propri.

    Sebbene i software per la moda più evoluti facilitino di gran lunga questo processo, una comunicazione adeguata è imprescindibile.

    Scopri di più: Come disegnare vestiti da zero in modo completamente digitale?

    Capacità di visualizzare la propria idea

    Essere in grado di visualizzare e immaginare come sarà un capo una volta terminato è un talento molto utile per chi si occupa di disegni moda, perché la creazione del bozzetto risulterà decisamente più facile.

    Significa saper tradurre la propria idea in qualcosa di concreto, anticipando anche gli eventuali problemi, in modo che sia facilmente comprensibile e realizzabile da parte dei modellisti.

    Anche in questo caso, i nuovi programmi pensati per i designer sono un supporto indispensabile; i più avanzati consentono addirittura di creare un modello tridimensionale del capo da realizzare, in modo da visualizzare chiaramente come sarà la vestibilità del prodotto e capire quindi qual è il tessuto più adatto.

    Scopri di più: I programmi per disegnare le tue collezioni moda più innovativi

    disegni moda

    Abilità nel disegno digitale

    Come accennato nel precedente paragrafo, i software all’avanguardia per i disegni moda permettono di creare modelli 3D dei capi da realizzare, a volte integrando anche un’esperienza 4D che dà la possibilità di creare, vedere e simulare il fitting di un capo.

    Questi software sono indispensabili per accelerare il processo di sviluppo della collezione e ridurre il time to market. Il designer deve quindi conoscere il disegno 3D e saper utilizzare gli strumenti digitali a sua disposizione, per velocizzare il processo di realizzazione dei capi.

    In un mondo in cui il time to market deve essere sempre più ridotto, la capacità di accelerare il processo di sviluppo e di creazione dei capi è necessaria. Grazie agli strumenti digitali e al disegno in 3D, è oggi possibile rendere le decisioni e le approvazioni più rapide e ridurre il numero di modelli utilizzati, che si traduce in un notevole risparmio di materie prime e, di conseguenza, in una moda più sostenibile.

    Scopri di più: Creare abbigliamento sostenibile è più semplice di quanto si creda!

    Conoscenza dei tessuti

    Per realizzare disegni moda, il fashion designer deve avere una conoscenza approfondita delle varie tipologie di tessuto, in modo da potere scegliere il più adatto per la creazione di un determinato capo. Scegliere il giusto materiale, ipotizzandone anche la quantità, è fondamentale per evitare sprechi di risorse.

    Alcuni programmi per disegnare abiti consentono di prevedere la quantità di tessuto che servirà e i relativi costi, consentendo ai buyer di acquistare solo il materiale realmente necessario.

    moda disegni

    Conoscenze generali di pattern making

    Anche se la realizzazione vera e propria dei modelli è compito del modellista, il designer deve avere un’idea generale di come avvenga la creazione dei pezzi che andranno a comporre il capo d’abbigliamento. Questo permette di creare un bozzetto facile da comprendere e da realizzare, semplificando il lavoro al pattern maker.

    Il successo della collezione deriva soprattutto dalla collaborazione sinergica e proattiva tra designer e modellista, ecco perché non è possibile lavorare a compartimenti stagni, senza avere una minima conoscenza del lavoro dei colleghi.

    Realizza disegni moda in digitale con Audaces 360!

    Disegnare abiti in modo efficiente, ottimizzando risorse e processi, richiede una combinazione di strumenti digitali, ricerca di ispirazione, pratiche sostenibili e ottimizzazione del workflow.

    Audaces offre soluzioni potenti per amplificare la tua creatività e minimizzare gli sprechi:

    Audaces Fashion Studio

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    Con Audaces Fashion Studio, disegnare abiti diventa un’esperienza ludica che lascia spazio alla tua creatività.

    Questa tecnologia innovativa consente di creare e visualizzare i tuoi disegni senza necessità di un cartamodello fisico, semplificando e accelerando il processo di creazione e approvazione dei modelli.

    Il disegno avviene su un manichino virtuale tridimensionale, utilizzando strumenti intuitivi e dinamici. Questa innovazione non solo permette di risparmiare tempo, ma contribuisce anche a una significativa riduzione dell’uso di risorse.

    Grazie alla visualizzazione tridimensionale iniziale degli schizzi, è possibile apportare modifiche con maggiore precisione, evitando rilavorazioni e riducendo il numero di prototipi necessari.

    Audaces Pattern

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    Audaces Pattern è un software sviluppato specificamente per il mondo della moda, che permette di creare un cartamodello interamente in formato digitale, partendo da zero o importando file realizzati con altri software come Audaces Fashion Studio.

    Questo programma offre rapidità e precisione grazie a un’interfaccia intuitiva e alla possibilità di calcolare e modificare basi già esistenti, evitando di ripartire da zero o usurare i cartamodelli.

    Inserendo le caratteristiche del tessuto e la direzione del filato desiderata, Audaces Pattern consente di realizzare il piazzamento con pochi e semplici click.


    Essere creativi e saper disegnare sono competenze sicuramente necessarie, ma ci sono altre abilità da acquisire per svolgere al meglio il ruolo del designer e per garantire il successo delle proprie idee. Se da un lato oggi questo mestiere è più complicato rispetto al passato, dall’altro lato le moderne tecnologie sempre più sofisticate facilitano notevolmente tutti i processi.

    Se desideri approfondire tutto il potenziale del disegno di moda digitale, abbiamo un materiale completo e gratuito che fa per te. Per consultarlo basta compilare il form qui sotto:

    FAQ

    Che competenze sono necessarie per diventare un fashion designer di successo oggi?

    Essere un fashion designer oggi implica creatività e abilità nel disegno, ma anche competenze avanzate in software 3D, previsione dei trend e conoscenza dei tessuti e pattern making.

    Come possono i software di disegno assistere nel processo di creazione di una collezione di moda?

    I software avanzati per il design di moda sono cruciali per accelerare lo sviluppo delle collezioni, ridurre il time to market e limitare il consumo di risorse.

    Qual è l’impatto delle nuove tecnologie sul settore della moda?

    Le tecnologie moderne ottimizzano il settore moda, accelerando i processi e aumentando la sostenibilità, permettendo una prototipazione rapida, simulazione di fitting e riduzione di sprechi e costi.