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vestiti da disegnare

09/04/2020

La tecnologia che aiuta i fashion designer a migliorare il loro lavoro

Le esigenze di un fashion designer sono diverse e le risposte fino a oggi si sono concentrate sullo sviluppo di software 3D, con linguaggi da apprendere e competenze tecniche da acquisire per poterli far funzionare in modo efficace. In pratica, più che offrire una soluzione, si è creato un problema per gli stilisti. Prima di approvare la produzione di un capo o di una collezione, il designer ha bisogno di avere il pieno controllo delle fasi successive al bozzetto, di monitorare i processi e, soprattutto, di approvare ogni attività nel rispetto dei tempi necessari per andare sul mercato.

Nell’articolo che segue, vedremo in che modo la tecnologia può essere a disposizione del designer per migliorare la qualità e l’efficienza del suo lavoro.

Quali sono le sfide dei fashion designer?

Il successo di un brand di moda dipende ormai sempre di più dalla sua capacità di ridurre il time to market e dalla reattività ai cambiamenti nei trend, anche a stagione avviata.

Le tendenze oggi sono dettate più dai singoli individui, influencer e consumatori finali, rispetto a un decennio fa in cui le mode derivavano dalle strategie di marketing delle aziende del settore. La moda low-cost prima e il fast fashion poi hanno avuto un impatto enorme sui costi finali dei prodotti, costringendo a rivedere la produzione in ottica di una migliore efficienza. Inoltre, c’è una sempre maggiore attenzione all’aspetto della sostenibilità e la produzione agile è un must per essere competitivi.

Nelle prossime righe, vedremo come le nuove tecnologie user-friendly possano aiutare i fashion designer a superare questi ostacoli e realizzare collezioni sostenibili, in minor tempo e con una maggiore efficienza di processo.

BI

Come valorizzare le competenze del designer di moda

Nel video che ti proponiamo, la Professoressa Suzi Vaughan spiega come il tempo in cui viviamo oggi sia caratterizzato da cambiamenti continui e rivoluzioni tecnologiche senza precedenti che causano un’incertezza diffusa nelle persone. Il suo consiglio è di provare a pensare come un fashion designer per sviluppare il proprio potenziale!

Secondo quanto riporta l’eBook realizzato da Ares 2.0 dal titolo “Le nuove professioni 4.0 nel sistema moda”, il ruolo del fashion designer va ben oltre il disegnare abiti.

La figura dello stilista si è evoluta, aggiungendo allo stile, al fiuto per le nuove tendenze e alla creatività, anche competenze di comunicazione e marketing, tecniche digitali e informatiche nell’utilizzo di sistemi CAD e CAM, manageriali e relazionali. Approfondiamole nel dettaglio.

La capacità di intercettare, interpretare ed elaborare le tendenze, progettando collezioni in linea con la volatilità del mercato, fa del designer di moda molto più di un creatore di abiti, un vero e proprio guru, un visionario capace di cogliere, analizzare e influenzare i costumi.

Sebbene molto sia cambiato nel ruolo dello stilista, dalle sue origini con l’industrializzazione del secondo dopoguerra, ancora oggi le figure più influenti sono in grado di determinare le scelte di consumo e i gusti, contaminando il tessuto sociale e culturale anche di chi apparentemente non ha interesse verso il mondo della moda.

La creatività tout court si coniuga alla capacità di progettare l’intera collezione, identificandone il concept e l’ispirazione, scegliendo i tessuti, i filati, i colori, a seconda della sua personale sensibilità estetica. Il successo è determinato poi dalla corrispondenza del mood board con i bisogni del cliente finale.

 

fashion designer

Il designer è spesso anche il volto del marchio: le doti di comunicazione possono aiutare a creare un’immagine social – sempre più determinante al giorno d’oggi – verso la popolarità anche oltre i confini del mondo della moda.

Dal punto di vista tecnico, il tradizionale processo creativo vede il disegno dei bozzetti e il test del capo sul manichino. In questo modo, la visione dello stilista si concretizza nel primo prototipo. CAD, ovvero computer-aided design, e 3D design si stanno diffondendo nel settore, ma a fatica, soprattutto nel caso del 3D.

Il motivo? Per molti designer non c’è nulla come disegnare vestiti per esprimere la propria creatività e la manualità ne è un’espressione naturale. Vedremo più avanti nel corso di questo articolo come superare l’ostacolo delle competenze tecniche e non dovere adattare il lavoro creativo al software 3D, ma al contrario avere a disposizione una tecnologia user-friendly che si adatta alle esigenze stilistiche.

A seconda delle dimensioni dell’azienda e della personalità, il designer può occuparsi anche dell’inserimento dei bozzetti a computer per ottenere il disegno tecnico e apportare le modifiche direttamente sul modello virtuale, accelerando i passaggi successivi.

Le competenze manageriali e quelle relazionali si combinano per rendere efficaci i processi, rendendoli più rapidi e monitorando la catena di valore. L’interazione con gli interlocutori interni è spesso a rischio, a causa delle incomprensioni che si possono generare nell’interpretazione del bozzetto da parte del modellista.

 

fashion designer

Il fashion designer diventa quindi anche project manager, con esperienza in ambito economico-finanziario. In molti casi, sa operare con gli strumenti di progettazione, conosce le basi di modellistica e merceologia ed è in grado di fare funzionare le macchine da taglio.

Non c’è solo il glamour, insomma, nella vita del designer di moda!

Passiamo ora ai processi che possono essere migliorati e snelliti grazie alla tecnologia della moda.

Come disegnare un vestito in 4D

Nonostante fossero proposti sul mercato come tecnologie rivoluzionarie, il tentativo dei 3D software di eliminare la necessità della creazione dei prototipi non è andato a buon fine, perché richiedeva un cambiamento drastico nelle abitudini e nella mentalità degli stilisti.

Per adottare un approccio innovativo al fashion design, senza compromessi in termini di creatività, l’innovativa tecnologia 4Dalize permette invece di creare i modelli della collezione direttamente su un manichino tridimensionale.

 

fashion designer

Anche il modellista più esperto, che conosce i comportamenti dei diversi tessuti, ha bisogno di creare il prototipo e di mostrare il risultato allo stilista, per avere l’approvazione e procedere con la realizzazione del capo.

Con il software 4D, si riducono:

  • il tempo necessario per l’interpretazione del bozzetto dal disegno al prototipo
  • i diversi tentativi prima di arrivare a centrare l’intenzione iniziale del designer

La fase creativa è più veloce, la comunicazione più decisa ed efficace; con il supporto della tecnologia è possibile creare, vedere e simulare il fitting di un capo, senza bisogno del modello. In questo modo, la creazione e l’approvazione dei modelli di una collezione è migliorata e accelerata, con i designer che possono continuare a essere creativi e non tecnici, grazie a un’interfaccia user friendly.

Anche il lavoro dell’analista che si occupa di predisporre il tech-pack, a partire dal bozzetto dello stilista, risulta ottimizzato.

Il valore unico della quarta D è il fattore tempo, perché il disegno inizia direttamente nel programma e non richiede più la trasformazione da 2D a 3D che causava enormi perdite di tempo.

Ridurre il time to market

In una recente pubblicazione di McKinsey & Company, si legge come una delle chiavi per il successo dei brand di moda nel prossimo decennio sia la loro capacità di velocizzare i processi, trasformando il modello di business verso un approccio demand-driven.

Sebbene questo argomento riguardi forse più direttamente i CEO o i CFO, è importante che anche i designer siano consapevoli di questa necessità di cambio di mentalità, perché il mercato non è più quello che era 20 anni fa.

Comunicare velocemente le proprie idee stilistiche e fare in modo che a tutti in azienda sia chiaro come lo stilista vuole realizzare il capo, senza interpretazioni personali, è un passaggio essenziale per ridurre il time to market. Questo elemento oggi è da considerarsi importante tanto quanto i costi di produzione, che saranno oggetto del prossimo paragrafo.

 

fashion designer

Con la sua maggiore precisione tecnica, il disegno 4D permette allo stilista e al modellista di guadagnare tempo per la creazione vera e propria, aumentando la loro soddisfazione rispetto al lavoro svolto ed eliminando le frustranti incomprensioni nei passaggi da monitorare.

Oltre a semplificare la realizzazione del disegno, ogni lavorazione può essere prevista all’interno del software, ad esempio l’inserimento di cuciture, di stampe e decorazioni. Inoltre, la parte posteriore si crea automaticamente in base al disegno realizzato per l’anteriore.

Dopo il disegno, si inseriscono le informazioni tecniche che possono creare una previsione dei costi. Vediamo in che modo.

Calcolare i costi di produzione delle collezioni

Avere l’opportunità di conoscere il pre-cost, prima di realizzare il design definitivo, è un valore aggiunto estremamente prezioso per lo stilista. Rendersi conto del costo effettivo del prodotto alla realizzazione del prototipo rischia di avere un impatto eccessivo sul time to market e sul processo creativo, generando ritardi e frustrazioni.

I materiali, le tempistiche previste per la realizzazione e la distribuzione, il numero di capi da produrre sono alcune delle informazioni che il software è in grado di elaborare fornendo un riscontro immediato sulla fattibilità e la previsione dei costi.

I costi sono integrati nella scheda tecnica, rendendo così possibile una comunicazione perfetta tra le aree, con un processo di sviluppo e produzione corretto dall’inizio alla fine.

Sono rispettate anche le scadenze a breve termine del lancio dei prodotti, a collezioni già avviate o per edizioni limitate, risparmiando il tempo da dedicare alla ricerca e al design, perché ogni modello è facilmente reperibile nell’archivio digitale, riutilizzabile e modificabile, in modo facilitare e automatico.

Progettare collezioni sostenibili

La sostenibilità è un tema strategico per diversi settori e il mondo della moda non è certamente escluso, anzi è stato tra i primi a considerarlo determinante.

Nel video che segue, Erika Andreetta, partner di PwC, spiega a Pambianco come la sostenibilità sia una delle leve per le decisioni d’acquisto dei prodotti di abbigliamento per la generazione Z e per i millennial.

In Italia, oltre il 90% dei ragazzi intervistati si è detto disponibile a pagare tra il 5% e il 10% in più per acquistare un prodotto green.

Per essere green, un’azienda della moda dovrebbe adottare processi e comportamenti sostenibili, sia dal punto di vista della supply chain e del ciclo produttivo, sia dal punto di vista sociale, coinvolgendo aspetti di comunicazione e marketing.

Grazie alle tecnologie integrate e intelligenti di Industria 4.0, le imprese della moda hanno a disposizione dati preziosi, aggiornati in tempo reale, su tutte le fasi del processo creativo e produttivo.

Come abbiamo visto, è possibile conoscere la fattibilità di un capo (o dell’intera collezione) ben prima che siano realizzati i prototipi, ottimizzando comunicazioni e procedure. Non è tutto, perché i software più evoluti consentono di determinare con precisione i punti di cucitura e impostare le zone di taglio, connettendosi poi alla macchina che non sprecherà nemmeno un centimetro di tessuto.

Le funzioni smart supportano il team creativo, quello esecutivo e operativo nella gestione e nel controllo dei processi, consentendo di prendere decisioni più efficaci in minor tempo, perché fondate su dati concreti e certi. Se la produzione è ferma, il motivo viene individuato immediatamente, sbloccando la situazione in modo rapido, grazie alla visibilità a 360 gradi sull’intera catena di valore.

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla digitalizzazione degli archivi, estremamente sicuri e accessibili in ogni momento, con le tecnologie cloud.

Iniziare a ideare il concept di una nuova collezione sarà semplicissimo, con l’accesso all’intero database in pochi clic. In ottica di sostenibilità, è richiesto meno spazio fisico per contenere scatoloni, meno spreco di carta per tenere traccia delle attività e i tessuti presenti in stock sono messi in evidenza, offrendo opportunità di riutilizzo.


Il potere di trasformare la moda ora è nelle tue mani

Audaces 360 è la suite più completa, evoluta e user-friendly per il mondo della moda. Potrai dare libero sfogo alla tua creatività, perché la soluzione ti aiuterà ad avere successo con le tue collezioni, creando abiti incredibili con la sicurezza della fattibilità tecnica di esecuzione, ancora prima dello sviluppo o della produzione, grazie all’integrazione dei processi di stile, sviluppo, produzione e persino di vendita!

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