Sintesi:
- Il Nuovo Iperammortamento è il principale incentivo per sostenere gli investimenti dal 2026 al 2028;
- In questo articolo ti spieghiamo cosa funziona e cosa finanzia;
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Il Nuovo Iperammortamento 2026 è oggi il principale incentivo in Italia per sostenere gli investimenti in beni strumentali e prende il posto delle misure Transizione 4.0 e Transizione 5.0.
È in vigore dal 1° gennaio 2026 e resterà attivo fino al 30 settembre 2028. Si tratta di un orizzonte temporale importante che offre alle imprese l’opportunità di pianificare con maggiore serenità investimenti in macchinari, tecnologie digitali e software. Per questo, se nei prossimi anni la tua azienda sta valutando un percorso di innovazione o automazione dei processi, conoscere a fondo questa misura può fare davvero la differenza.
In questo articolo abbiamo raccolto le informazioni essenziali sul Nuovo Iperammortamento 2026. Inoltre, avrai la possibilità di richiedere una consulenza personalizzata gratuita per valutare come sfruttare al meglio l’incentivo in base alle esigenze della tua azienda.
Sumário
Buona lettura!
Il contesto normativo

Il Nuovo Iperammortamento 2026 nasce all’interno della Legge di Bilancio ed è pensato per sostenere gli investimenti delle imprese in tecnologie e beni strumentali avanzati, anche nel settore della moda. Per brand, produttori di abbigliamento e aziende tessili, questo significa poter innovare processi chiave come modellistica, prototipia digitale, taglio automatico e gestione della produzione.
In queste settimane, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta definendo le regole operative che renderanno la misura pienamente applicabile. Anche se il decreto attuativo non è ancora definitivo, il quadro che emerge è già chiaro.
L’obiettivo è incentivare l’adozione di soluzioni innovative, semplificando il meccanismo di agevolazione e dando alle aziende una base concreta su cui pianificare i propri investimenti nei prossimi anni.
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Cosa regolamenta il decreto
Le nuove disposizioni chiariscono alcuni aspetti fondamentali per le imprese, tra cui:
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Quali beni possono beneficiare dell’iperammortamento, inclusi macchinari e software digitali;
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Tempistiche per effettuare e completare gli investimenti;
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Importanza dell’origine europea delle tecnologie, con una definizione precisa di cosa si intende per beni “Made in EU”;
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Comunicazioni e documentazione richieste, necessarie per accedere correttamente all’incentivo.
Per i brand e i produttori di moda, questo significa poter contare su un riferimento normativo chiaro per valutare investimenti in automazione, digitalizzazione e innovazione dei processi, elementi sempre più centrali per rimanere competitivi in un mercato in continua evoluzione.
Quando vale l’investimento: attenzione alle tempistiche
Uno degli aspetti più importanti del nuovo iperammortamento riguarda il momento in cui l’investimento viene considerato valido. La misura copre gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, senza scadenze annuali o meccanismi complessi legati agli ordini.
In pratica, non conta la data in cui viene firmato l’ordine, ma quando il bene viene consegnato. Per macchinari e impianti, il riferimento è quindi la data di consegna o spedizione: un elemento da tenere in considerazione quando si pianificano investimenti tecnologici e tempi di produzione.
Per le aziende moda, questo significa poter programmare con maggiore continuità l’introduzione di nuove tecnologie, senza la pressione delle “corse di fine anno” tipiche di altri incentivi.
Il requisito “Made in EU”: cosa significa davvero
Il nuovo iperammortamento è pensato per valorizzare le tecnologie sviluppate e prodotte in Europa. Per questo, l’incentivo è riservato a beni strumentali e software con origine europea, secondo criteri chiari e verificabili.
L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere la competitività delle imprese, dall’altro rafforzare le filiere tecnologiche europee, puntando su innovazione, qualità e tracciabilità.
Cosa significa nel concreto?
Per macchinari e impianti: origine europea certificata
Per quanto riguarda i beni materiali, come macchine per il taglio, l’accesso all’iperammortamento richiede che il bene sia prodotto in Europa.
In concreto, l’azienda deve poter dimostrare che:
- Il macchinario è stato realizzato interamente nell’Unione Europea, oppure
- Ha subito in Europa la sua ultima lavorazione o trasformazione sostanziale.
Questa informazione viene attestata dal produttore tramite una certificazione di origine o una dichiarazione ufficiale. Un passaggio fondamentale, perché l’origine del bene diventa un elemento centrale in caso di verifiche.
Per chi investe in tecnologie europee, come le macchine Audaces, progettate e prodotte in Italia, questo requisito rappresenta un vantaggio concreto e immediato.
Software e soluzioni digitali: conta dove nasce l’innovazione
Anche i software e le soluzioni digitali rientrano nel perimetro dell’iperammortamento, a patto che rispettino il requisito “Made in EU”. In questo caso, però, non conta dove ha sede il fornitore, ma dove viene sviluppato il software.
In sintesi:
- le principali attività di sviluppo (progettazione, programmazione, test) devono avvenire in Europa;
- almeno il 50% del valore dello sviluppo deve essere riconducibile a team e strutture operative nell’UE;
- eventuali componenti open source non incidono sull’origine del software.
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Come accedere all’iperammortamento: pochi passaggi chiave

Per beneficiare del nuovo iperammortamento 2026, le imprese devono seguire un percorso strutturato. Il passaggio chiave è l’invio di comunicazioni obbligatorie tramite una piattaforma dedicata. Nulla di complesso, ma è importante conoscere in anticipo i passaggi per pianificare correttamente investimenti e tempi.
In sintesi, il processo si articola in tre momenti principali.
1. Comunicazione iniziale: pianificare l’investimento
Il primo step consiste nel comunicare gli investimenti che l’azienda intende realizzare. Sarà fondamentale indicare le sedi produttive coinvolte e la tipologia di beni da acquistare. È una fase di pianificazione, utile anche per avere una visione chiara del percorso di digitalizzazione o automazione che si vuole intraprendere.
In questa fase, Audaces mette a disposizione una consulenza personalizzata gratuita per supportare brand e produttori di moda nella valutazione delle soluzioni tecnologiche più adatte e nella corretta impostazione dell’investimento.
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2. Conferma dell’investimento: attenzione alle tempistiche
Una volta ricevuta la prima conferma, l’azienda deve attestare l’avanzamento dell’investimento, dimostrando di aver effettuato un pagamento pari ad almeno il 20% del valore del bene.
Questo passaggio va completato entro 60 giorni, un dettaglio importante perché incide sulla gestione dei flussi finanziari e sui tempi contrattuali con i fornitori. Una corretta pianificazione aiuta a evitare ritardi e a mantenere l’investimento allineato ai requisiti dell’incentivo.
3. Chiusura dell’investimento e documentazione finale
A investimento concluso, e comunque entro il 15 novembre 2028, l’impresa deve inviare tutta la documentazione necessaria a confermare il corretto completamento del progetto. In presenza di più beni, la data di riferimento è quella dell’ultimo investimento effettuato.
L’ente che gestisce la piattaforma verifica la completezza delle informazioni e, se necessario, può richiedere integrazioni.
Perizia e certificazioni: cosa serve davvero
Per accedere all’iperammortamento è richiesto un set di documenti che dimostri la conformità tecnologica dei beni e la correttezza delle spese sostenute.
In particolare:
- una perizia tecnica attesta che macchinari e software rispettano i requisiti previsti e che siano correttamente integrati nei sistemi aziendali;
- una certificazione contabile conferma che i costi sostenuti siano coerenti con la documentazione amministrativa dell’azienda.
Per investimenti di importo contenuto (fino a 300.000 euro per singolo bene), è prevista una semplificazione: la perizia può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante, riducendo tempi e costi per molte imprese.
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FAQ
L’incentivo è rivolto a tutte le imprese che vogliono investire in beni strumentali materiali e immateriali, compresi macchinari, software e tecnologie digitali.
Per beneficiare dell’incentivo, i beni strumentali devono avere origine europea.
Sì. Audaces offre una consulenza personalizzata gratuita per aiutare i brand e le aziende moda a pianificare gli investimenti in automazione e digitalizzazione.




